Fu colui che viene considerato il pioniere dei collaboratori di giustizia a collegare il nome del costruttore Francesco Pecora a Cosa Nostra. Il pentito Leonardo Vitale, ucciso nel 1984, parlò al¬l’allora capo della Squadra mobile, Boris Giuliano di Pecora come la carta «pulita» che negli affari si giocavano personaggi di spicco dell’epoca da Pippo Calò, […]
testata giornalistica: GIORNALE DI SICILIA
Maxi-confisca agli eredi Pecora.
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Dal «sacco di Palermo» ai giorni nostri, mafia e palazzi non sembrano essersi mai separati. E ieri mattina la Dia, direzione investigativa antimafia, ha confiscato beni del valore di 100 milioni di euro agli eredi di Francesco Pecora, imprenditore edile, morto nel 2011 a 72 anni. Oltre agli immobili sono passate allo Stato anche sei […]
Droga tra la città e Termini, scattano 11 arresti.
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Sono più di 500 gli episodi di spaccio documentati nell’ambito dell’inchiesta «Aquarium 2», durante la quale sono stati anche sequestrati 200 grammi di coca (di cui 50 proprio ieri mattina, durante gli arresti, in casa di Alessandro Selvaggio, in passaggio Verro Bernardino, dove peraltro si trovava già ai domiciliari), 300 grammi di hashish e 100 […]
Mafia di Barcellona, chieste 25 condanne.
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Il processo d’appello alle nuove leve della mafia barcellonese emerse nel 2013 con l’operazione antimafia «Gotha 4» arriva alle battute conclusive. Ieri l’accusa ha formalizzato le richieste di condanna per il troncone che in primo grado era stato giudicato in abbreviato. Il sostituto pg Maurizio Salamone, a conclusione del suo intervento, ha chiesto ai giudici […]
Mafia e camorra unite nel piano di morte.
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Mafiosi siciliani e mafiosi napoletani alleati per uccidere Giovanni Falcone. Non solo i corleonesi di Totò Riina ma anche i fedeli alleati di quest’ultimo, gli amici Nuvoletta, impegnati per «eliminare il nemico numero uno». A Roma, dove il capo dei capi decise di fare entrare in azione la «supercosa», vi erano anche i napoletani della […]
Messina Denaro, nuovo ordine d’arresto.
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Doveva uccidere Giovanni Falcone, ha partecipato alla decisione di uccidere Paolo Borsellino ma non solo, in quella stagione del terrore doveva ammazzare anche i giornalisti Enzo Biagi, Michele Santoro e Maurizio Costanzo. Ora, per il latitante numero uno, una ennesima ordinanza di arresto, questa volta per le stragi di Capaci e di via D’Amelio.
Il giro di droga a Bordonaro. Chieste quattro condanne e pene severe: da 6 a 16 anni.
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Con le richieste dell’accusa è entrato nel vivo l’udienza preliminare dell’operazione antidroga «Piazza Pulita», l’indagine su un gruppo accusato di spacciare eroina e marijuana che agiva al rione Case gialle di Bordonaro.
Galatolo: il progetto per uccidere Di Matteo è ancora aperto, il tritolo è ben nascosto.
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«Il discorso è ancora aperto, dottore. È sempre in corso. Fino a quando non si trova l’esplosivo lei è a rischio… e Vincenzo Graziano mi ha detto che l’esplosivo lo avrebbe nascosto dove non l’avrebbero mai individuato». Vito Galatolo parla del progetto di attentato al pm Nino Di Matteo, con Di Matteo che lo ascolta, […]
«C’è una palude di professionisti pronti a fare arricchire i boss».
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«La mafia guazza in una palude di cui fa parte anche il mondo delle professioni, pronto a mettere a disposizione le proprie conoscenze per reinvestire e riciclare capitali illeciti con lo scopo di consentire all’organizzazione criminale di moltiplicare i guadagni». Il procuratore aggiunto Vittorio Teresi, che ha coordinato l’inchiesta sfociata nel blitz della guardia di […]
E Galatolo disse ai pm: ho venduto dei box per comprare il tritolo da usare per Di Matteo.
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È stato lui stesso poi a spiegare più volte ai magistrati di non sapere quanti milioni abbia posseduto: «Volete sapere la verità? Di preciso io non so come liquido quanto c’ho, perché gestiscono loro». «Loro» sarebbero i Graziano. Eppure. – anche su disposizione del boss latitante Matteo Messina Denaro – si sarebbe trattato di progettare […]
