Nel mirino dei magistrati è finito l’imprenditore edile di Gibellina, Vito Tarantolo, 68 anni. Secondo la tesi accusatoria si sarebbe aggiudicato appalti con la “benedizione” di Cosa nostra.
testata giornalistica: GIORNALE DI SICILIA
Acireale, imprenditore “strozzato” un arresto.
Mario Foti, 33 anni, accusato di usura, è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare dopo la denuncia di un imprenditore, a cui erano stati applicati tassi da capogiro per un prestito e dopo il ritrovamento di un gatto morto davanti alla sua azienda.
Una fonte rivela: Cosa nostra progetta un attentato a Lucia Borsellino.
Il Ministero dell’Interno dispone la protezione armata a favore della figlia del magistrato ed ex assessore regionale alla salute. Non è chiaro se l’allarme sia scattato per una confidenza o se ci siano intercettazioni. L’allerta, forse, raccolta da un servizio segreto estero.
“Aziende confiscate che funzionano. Sono considerate un oltraggio dai boss”.
L’hanno definita il giudice che toglie i soldi ai mafiosi. Silvana Saguto, Presidente della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo, ha fatto passare allo Stato un patrimonio sterminato. “Molta imprenditoria siciliana è malata, la presenza dei clan non crea sviluppo”.
Arrestati in 11: “Aiutavano il superlatitante”.
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Con zappa e martello il vecchio capomafia seppelliva nelle campagne di Mazara i bigliettini diretti al superlatitante: l’imprendibile Matteo Messina Denaro. E dunque il super-boss di Castelvetrano, a cui si attribuiscono capitali miliardari e protezioni indicibili, si affida ancora ai vecchi metodi dei pastori mafiosi: ricotta, cicoria e pizzini.
“Fece di testa sua e pagò con la vita”. Preso il killer di Fichera.
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Un ordine di custodia è stato notificato mercoledì, in carcere, dalla Squadra Mobile al cinquantatreenne Giuseppe Orestano. È accusato di avere ucciso la sera del 26 agosto 2008 a Nesima, in via Cairoli, il pregiudicato Sebastiano Fichera. Stando alla ricostruzione degli inquirenti, la vittima pagò con la vita per avere “fatto di testa sua”: aveva […]
Dia, requisita la lussuosa villa del capo cosca del rione Picanello.
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Il sequestro del patrimonio di Roberto Morabito, stimato intorno a mezzo milione di euro, trae la sua genesi dall’applicazione delle norme giuridiche vigenti di contrasto alla criminalità organizzata, testimonia certamente una costante attenzione all’evoluzione del fenomeno mafioso da parte della magistratura in stretta collaborazione con la Dia etnea.
Giro di prostituzione, inflitti 168 di carcere.
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Riduzioni di pena, conferme e prime scarcerazioni. Si chiude con questa sentenza il processo d’appello dell’operazione “Bari Bani” su un giro di prostituzione internazionale gestito da rumeni, scoperto nel 2011 da un’indagine condotta dalla Squadra mobile.
Beni di mafia, il giudice si rivolge alla Consulta.
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Il marchio della condanna per mafia o della misura di prevenzione si porta appresso tante altre possibili conseguenze penali: ma per quella che è legata alla mancata comunicazione al Nucleo di polizia tributaria delle variazioni patrimoniali c’è un sospetto di incostituzionalità. Un giudice di Palermo solleva così la questione davanti alla Consulta.
Vito Galatolo sul mercato palermitano:«Sui Tir frutta ma pure armi».
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Sui Tir carichi di frutta diretti dalla Campania a Palermo c’erano anche casse piene di armi. Ne sa qualcosa Vito Galatolo, il pentito della famiglia dell’Acquasanta che ha raccontato agli inquirenti preziose notizie sul mercato ortofrutticolo di Palermo e sui legami con le cosche napoletane.
