La Suprema Corte dà ragione alala Procura di Palermo: va rivista la decisione del Tribunale del Riesame che aveva scarcerato un indagato di Castelvetrano. Secondo la Cassazione, per essere condannati non è necessario intimidire con metodi mafiosi i destinatari della richiesta.
testata giornalistica: GIORNALE DI SICILIA
Voto di scambio coi boss: ristretto l’ambito.
Annullata la sentenza su Antonello Antinoro. Con la nuova legge va dimostrato che il patto comprendeva l’uso della forza di costrizione della volontà degli elettori. Secondo la Suprema Corte, il politico deve essere condannato solo se era consapevole dell’impiego delle modalità mafiose.
Racket, imprenditori “liberi” dopo 24 anni.
Operazione contro il clan Santapaola. In un chiosco a San Giovanni Galermo hanno catturato Vincenzo Mirenda: aveva appena intascato ben 3mila euro. Provvedimenti cautelari per altre sei persone. Le vittime hanno ammesso di aver pagato in silenzio sin dagli anni ’90.
Il giudice: Lombardo disponibile con la mafia.
Raffaele Lombardo.
Condannato a sei e otto mesi, l’esponente politico dice che il provvedimento confligge con la verità. E la difesa conferma che ricorrerà in appello. Secondo la sentenza, Raffaele Lombardo sollecitava Cosa nostra a reperire voti in cambio di aiuti negli appalti.
I giudici: “Così Mercadante scelse di avere rapporti con Cosa Nostra”.
Giovanni Mercadante.
Durissima la prima sezione della Corte d’Appello di Palermo che, nelle motivazioni della sentenza che lo ha condannato a 10 anni e 8 mesi, stabilisce che Giovanni Mercadante avrebbe fatto parte dell’associazione mafiosa e che dovrebbe a Cosa nostra non solo la sua ascesa professionale ma anche quella politica.
Le mani della mafia sulla gestione dei videopoker.
Liuzzo Scorpo.
Sequestrata a Piedimonte una ditta che noleggia macchinette da videopoker, riconducibile per gli inquirenti al tortoriciano Gaetano Liuzzo Scorpo. Sotto amministrazione giudiziaria un patrimonio da mezzo milione di euro. L’uomo sarebbe legato al clan siracusano Trigila.
Barcellona, Anania resta in carcere. Il gip rimette in libertà il nipote.
Francesco Anania
Resta in carcere l’appuntato dei carabinieri Francesco Anania, accusato per la sola detenzione di armi e della droga, ritrovate nel terreno antistante la sua abitazioni di via Isonzo, in contrada Bastione, a Milazzo. Il gip Anna Adamo al momento non ha ritenuto sufficienti i riscontri raccolti dagli investigatori per applicare l’aggravante di aver favorito l’organizzazione […]
Favoreggiamento ai boss, fermato carabiniere.
Carmelo D'Amico,dichiarazioni
Saranno ascoltati stamattina durante l’udienza per la convalida dell’arresto l’appuntato dei carabinieri, Francesco Anania, di 48 anni, e il nipote Felice, accusati di detenzione di armi e di droga dalla Procura di Barcellona. Per il militare dell’Arma l’aggravante di aver favorito la mafia, secondo quando previsto dell’art. 7 della legge 203/91, per cui indaga la […]
La Dia: capi di Cosa nostra pronti a fare la guerra.
Relazione,Dia,Sicilia
Cosa Nostra, suo malgrado, vive una fase di «frenetica trasformazione» e di «continui avvicendamenti al vertice», imposti da operazioni e arresti. Questa la ‘fotografia” fornita ieri al Parlamento dalla Dia, la Direzione investigativa antimafia, nella relazione sull’attività svolta nel secondo semestre dello scorso anno. Tra le righe, anche l’allarme pei la possibile riemersione di boss […]
“A Barcellona favorita la latitanza di Santapaola”.
Carmelo D'Amico,mafia,Barcellona
Le dichiarazioni dell’ultimo collaboratore di giustizia della mafia barcellonese, Carmelo D’Amico, 43 anni, in carcere sottoposto al regime del «41 bis» dal 2009, potrebbero chiarire la vicende legata alla latitanza «dorata» dal boss catanese Nitto Santapaola, che venne protetta e garantita dalle organizzazioni criminali del comprensorio tirrenico all’inizio degli anni Novanta.
