Barcellona, Anania resta in carcere. Il gip rimette in libertà il nipote.

Francesco Anania

Resta in carcere l’appuntato dei carabinieri Francesco Anania, accusato per la sola detenzione di armi e della droga, ritrovate nel terreno antistante la sua abitazioni di via Isonzo, in contrada Bastione, a Milazzo. Il gip Anna Adamo al momento non ha ritenuto sufficienti i riscontri raccolti dagli investigatori per applicare l’aggravante di aver favorito l’organizzazione […]

Favoreggiamento ai boss, fermato carabiniere.

Carmelo D'Amico,dichiarazioni

Saranno ascoltati stamattina durante l’udienza per la convalida dell’arresto l’appuntato dei carabinieri, Francesco Anania, di 48 anni, e il nipote Felice, accusati di detenzione di armi e di droga dalla Procura di Barcellona. Per il militare dell’Arma l’aggravante di aver favorito la mafia, secondo quando previsto dell’art. 7 della legge 203/91, per cui indaga la […]

La Dia: capi di Cosa nostra pronti a fare la guerra.

Relazione,Dia,Sicilia

Cosa Nostra, suo malgrado, vive una fase di «frenetica trasformazione» e di «continui avvicendamenti al vertice», imposti da operazioni e arresti. Questa la ‘fotografia” fornita ieri al Parlamento dalla Dia, la Direzione investigativa antimafia, nella relazione sull’attività svolta nel secondo semestre dello scorso anno. Tra le righe, anche l’allarme pei la possibile riemersione di boss […]

“A Barcellona favorita la latitanza di Santapaola”.

Carmelo D'Amico,mafia,Barcellona

Le dichiarazioni dell’ultimo collaboratore di giustizia della mafia barcellonese, Carmelo D’Amico, 43 anni, in carcere sottoposto al regime del «41 bis» dal 2009, potrebbero chiarire la vicende legata alla latitanza «dorata» dal boss catanese Nitto Santapaola, che venne protetta e garantita dalle organizzazioni criminali del comprensorio tirrenico all’inizio degli anni Novanta.

Tangenti e mafia, archiviata indagine su 3 politici

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C’è voluto un anno e mezzo per trasformare la richiesta della Procura di Palermo in archiviazione da parte del Gip, ma alla fine l’indagine riguardante le presunte tangenti che sarebbero state pagate a tre politici siciliani dalla società Gas, inquinata dalla presenza di Vito Ciancimino come socio occulto, si chiude con un nulla di fatto.

Intimidazione al giudice Dell’Acqua: testa di maiale lasciata in giardino.

Intimidazione,presidente,tribunale, Caltanissetta

Una testa di maiale in giardino. Questo il macabro messaggio lasciato nella villa di Giacalone del presidente del tribunale di Caltanissetta, Claudio Dall’Acqua. Il giudice vive a Palermo e si sposta nel centro nisseno, come altri magistrati palermitani, per motivi di lavoro. Sulla vicenda sono scattate subito indagini da parte dei carabinieri della compagnia di […]

Inchiesta sul clan Messina Denaro: in sette vogliono il rito abbreviato.

Operazione Eden,Trapani,clan Messina Denaro

In sette chiedono il rito abbreviato — e fra di loro c’è il «dissociato» Lorenzo Cimarosa, cugino di Matteo Messina Denaro — e in quattro si propongono per il patteggiamento. Tempi serrati, davanti al presidente dei Gup di Palermo, Cesare Vincenti, per l’udienza preliminare contro i fiancheggiatori del superlatitante di Cosa nostra: entro domani dovranno […]