Farebbero parte della famiglia di Porta Nuova, tra le vittime un imprenditore ora in cella. Il processo è in corso col rito abbreviato.
testata giornalistica: GIORNALE DI SICILIA
Sigilli al ppiccolo impero edile di Liga. Sequestrati beni per 2,5 milioni di euro.
Giuseppe Liga.
L’architetto è ritenuto dagli inquirenti il successore dei Lo Piccolo al vertice del mandamento di San Lorenzo-Tommaso Natale. I giudici hanno anche sospeso per sei mesi l’amministrazione di 18 coop il cui patrimonio è stimato in 25 milioni.
Denunciò il racket e restò inattivo: ora la sua impresa torna a lavorare.
Ignazio Cutrò.
L’imprenditore di Bivona aveva subito dannaggimenti dopo le sue denunce. La Regione ha pagato parte dei debiti, sbloccando la concessione dei permessi.
“E’ il mandante di tre estorsioni”. Scatta il fermo.
Michele Pillitteri.
Michele Pillitteri è stato incastrato dai colloqui in carcere di un esattore del racket, arrestato il mese scorso. Tra i bersagli anche un pub iscritto ad Addiopizzo.
“Non ci fu estorsione”: assoluzione per Dell’Utri.
Dell'Utri.
Confermata definitivamente l’ultima sentenza d’appello. IL senatore Dell’Utri è stato assolto dall’accusa di tenta estorsione nei confronti dell’imprenditore Vincenzo Garaffa.
“Non è colluso”, prosciolto Cuffaro.
Cuffaro.
L’ex presidente della Regione, che sta scontando sette anni a Rebibbia, non era in aula. Confermata in appello la sentenza di assoluzione. I giudici della sesta sezione hanno ritenuto valido il proncipio del “ne bis in idem”, ovvero il divieto di doppio giudicato sugli stessi fatti.
Omicidio Marchese, condanna all’ergastolo per il boss Barbera.
Gaetano Barbera, Stefano Marchese.
Stefano Marchese fu giustiziato nel 2005 nei pressi di un benzinaio dell’Annunziata dove lavorava. Una storia di mafia, sulla quale hanno contribuito a fare luce due collaboranti. Gaetano Barbera fu l’esecutore materiale.
Nel Trapanese presi i nuovi boss.
Operazione "Crimiso".
Dodici gli arresti eseguiti dalle forze dell’ordine con l’operazione “Crimiso”. Ricostruiti gli affari dei clan di Alcamo e Castellammare. Scongiurata anche una faida tra gruppi rivali.
Ricostruita un’estorsione: arresti per 4. All’origine un pizzino di Provenzano.
Falsone.
L’indagine, condotta dai carabinieri, ha consentito di ricostruire un’estorsione. L’affare consentì ai clan, sotto la regia del boss Falsone, di acquisire un impianto di Sutera. Trovate armi si indicazioni di un collaboratore di giustizia
“Imponevano ai bar il caffè dei clan”. Nuovo sequestro per oltre un milione.
Francesco Paolo Maniscalco.
Individuata un’altra società riconducibile a Francesco Paolo Maniscalco, ritenuto uomo d’onore vicino a Totò Riina. A maggio la Procura aveva ottenuto il sequestro di cinque aziende ma secondo l’accusa l’imprenditore avrebbe continuato a lavorare con un’altra società.
