«Pago per stare tranquillo». Spinnato verso l’espulsione.

Natale Spinnato,Confindustria,,racket,espulsione

All’indomani dell’incendio che distrusse il suo e almeno altri quattro capannoni, ammise candidamente di avere pagato il pizzo sotto forma di assunzioni, sconti o provvigioni. «Ho deciso di trovare una via di mezzo», disse Natale Spinnato, titolare della Spinnato Forni di Palermo, scatenando polemiche e reazioni forti soprattutto da parte di Confindustria.

“Pizzo del 2 per cento sulla verdura”. Pentito svela le estorsioni al market.

Onofrio Prestigiacomo,racket,Operazione "Perseo"

Sulla verdura c’era un pizzo del due per cento, che veniva pa¬gato a Pino Scaduto o a Sandro Capizzi. Cosa nostra non butta via niente. Lo racconta il nuovo pentito di Bagheria Onofrio Prestigiacorno, che riferisce al pm Marzia Sabella, in un verbale depositato al processo Perseo, lo sfogo di Carmelo Lucchese, titolare di supermercati […]

Confessa il bancario in carcere: «Ho favorito il boss, ma per paura».

Igor Mazzola,Giovanni Vassallo

Ammette di avere fatto favo¬ri al costruttore mafioso, di averlo consigliato su come eludere le indagini, di avergli permesso operazioni sospette. Ma tutto questo lo avrebbe fatto per paura, perchè sapeva con chi aveva da fare e voleva evitare ritorsioni. Igor Mazzola, dirigente di Banca Intesa, confessa i suoi rapporti con l’imprenditore Giovanni Vassallo, in […]

«Prestanome del boss di Termini». Scattano tre condanne in tribunale.

Giuseppe Libreri,clan Termini Imerese

Un’altra condanna per Giuseppe Libreri, 62 anni, originario di Caccamo ma considerato il capomafia di Termini Imerese e un tempo, nel mandamento, secondo solo al suo amico (oggi pentito) Nino Giuffrè: ieri l’ex meccanico, il fratello Rosario e un altro presunto prestanome, Daniele Speciale, sono stati condannati a 4 anni, con l’accusa di intestazione fittizia […]

Lo stabilimento balneare del boss. Sequestro al reggente di Ficarazzi.

Giovanni Trapani,clan Ficarazzi

Nuovo sequestro al boss senza un soldo. Per lo Stato Giovanni Trapani, 55 anni, ritenuto il capomafia di Ficarazzi era nullatenente tanto che gli era stata riconosciuta un’indennità di disoccupazione di 700 euro al mese. Invece, sostiene l’accusa, era il padrone occulto di un piccolo impero immobiliare tra Palermo e Agrigento.