Silvio Berlusconi sapeva che Marcello Dell’Utri era in contatto con i boss di Cosa nostra e che svolgeva un ruolo di “mediazione” e “specifico canale di collegamento” con i capimafia di Palermo. E’ scritto nelle 641 pagine delle motivazioni della sentenza di appello che il 29 giugno scorso confermò a condanna di primo grado per […]
testata giornalistica: LA REPUBBLICA
Le verità del governatore. “Mai fatto patti con la mafia”.
Raffaele Lombardo,inchiesta
Raffaele Lombardo risponde all’undicesimo giorno. All’una del pomeriggio, calate le tendine per rendere meno accecante la luce nel suo studio, in maniche di camicia, due pacchi ancora chiusi di carte dell’inchiesta su uno scaffale alle spalle, il tavolo di vetro con le cartelline rosa piene di documenti e specchietti elettorali, le 76 pagine della Procura […]
‘Ndrangheta in cattedra per parenti dei boss esami e test “regalati”.
Antonio Pelle,università,Reggio Calabria,architettura
I figli della ‘ndrangheta non saranno i più secchioni, ma i più bravi sicuramente sì. Uno di loro, Antonio, è riuscito a superare nove esami in soli quarantuno giorni. Così stava diventando architetto senza aver mai preso un libro in mano. La mafia calabrese sale in cattedra e detta legge anche all’Università. «Senti, ma come […]
Riina faccia a faccia con Ciancimino junior.
Processo omicidio Mauro De Mauro,Massino Ciancimino,Totò Riina
Per la prima volta si sono trovati faccia a faccia, anche se virtualmente. Massimo Ciancimino, testimone dell’accusa nel processo per l’omicidio del giornalista Mauro De Mauro, e Toto Riina, imputato come mandante del delitto, collegato in videoconferenza dal carcere milanese di Opera.
Rogo nel regno dei Lo Piccolo danni a un centro scommesse.
Racket,centro scommesse,clan Lo Piccolo
Il racket colpisce nel regno dei boss Lo Piccolo. Un copertone di automobile è stato bruciato davanti alla saracinesca della sala scommesse “Bet 1128”, in via Tommaso Natale 206. L’incendio ha danneggiato la porta d’ingresso del locale e un’auto posteggiata davanti al negozio.
“Appalti, estorsioni e colletti bianchi così la ‘ndrangheta invade il Nord”.
Un rapporto dell’Antimafia rivela come i clan interagiscano con la politica. I boss sono presenti in Piemonte, Liguria e soprattutto in Lombardia. Collegamenti con le aziende del posto.
‘O Ninno, il boss bambino che studiava da manager.
Antonio Iovine.
Dopo quindici anni di latitanza, Antonio Iovine è finito in manette. Giovanissimo era arrivato ai vertici del clan. Tutto ciò che era cemento suscitava il suo interesse e quello delle sue imprese. Iovine è riuscito anche a fare accettare la droga, un tabù per i Casalesi.
Preso il superboss di Gomorra. Iovine tradito da un panettone.
Antonio Iovine.
I poliziotti erano mimetizzati da ore nelle viuzze del suo regno: Casal di Principe. Ed è proprio nella sua villetta che gli uomini dello Stato catturano Antonio Iovine, il superboss dei Casalesi, latitante da 15 anni.
“Così i Lombardo tradirono i boss”.
Raffaele Lombardo, Angelo Lombardo, Rosario Di Dio.
Anche Raffaele Lombardo avrebbe frequentato il pisazzale del distributore di benzina di Rosario Di Dio. Gli inquirenti lo avrebbero appreso da una intercettazione del boss Di Dio che spiega ad un amico il perchè della sua rottura con i fratelli Lombardo.
I picciotti e il militante in viale Africa il viavai nella segreteria del presidente.
Raffaele Lombardo, Angelo Lombardo, Giovanni Barbagallo.
Le foto degli incontri fra il geologo Barbagallo e i boss. Il professionista è ritenuto uomo di collegamento con i clan. Nel rapporto del Ros anche le immagini della riunione per festeggiare l’elezione di Angelo Lombardo.
