Un ciclone giudiziario si abbatte sul Dipartimento di prevenzione veterinario del l’Asp di Palermo. Il direttore Paolo Giambruno, che è anche il presidente dell’Ordine dei veterinari del capoluogo siciliano, è accusato dalla Digos di avere pilotato diversi controlli per favorire imprenditori amici. Avrebbe anche chiuso un occhio su una partita di carne infetta da tubercolosi, […]
Dossier: Rassegna Stampa
“Ammazzatelo ” Quannu è gghiè””.
Blitz,clan,Catania,Paternò
I carabinieri del Comando provinciale che ieri, su ordine della Dda, hanno eseguito un provvedimento restrittivo del gip nei confronti di 16 persone appartenenti a due gruppi mafiosi contrapposti operanti nel territorio di Paternò, gli Alleruzzo-Assinnata legati alla famiglia Santapaola e i Morabito-Rapisarda legati ai Laudani. I reati contestati a vario titolo sono associazione mafiosa, […]
La rete di amicizie e gli affari immobiliari: “Era socio del mafioso”.
Paolo,Giambruno,funzionario,Asp,rapporti,mafia
Sin da subito emergono le frequentazioni fra Paolo Giambruno e Salvatore Cataldo, un imprenditore edile molto noto a Carini, è stato anche presidente della locale squadra di calcio. Cataldo è il terminale dei potenti boss di Tommaso Natale, i Lo Piccolo, ma fino al 2010 riuscito sempre a evitare qualsiasi indagine.
Prestito a usura in 5 sotto accusa.
Usura,rinvio,giudizio,abbreviato
«Prestiti a usura». Giovanni Cavallaro, Francesco Magri, Giuseppe Montegrande, Giovanni Privitera e Danilo Scordino verranno giudicati con rito abbreviato. Ieri davanti al gup Daniela Monaco Crea gli imputati, tramite i loro difensori, hanno ottenuto dal giudice di accedere al rito alternativo. Dal pm Antonino Fanara sono stati chiamati a rispondere, a vario titolo, di associazione […]
Né boss né inchini il paese si riprende la processione dello scandalo.
Processione,Affruntata,inchino
I Bonavota c’erano anche stavolta. Ma se ne sono stati lontani, oltre le transenne. Quest’anno la processione dell’Affruntata non era “cosa loro”. La “Madonna addolorata” se la sono guardata passare davanti al bar “Da Nicola”, il ritrovo di famiglia. Senza potersi avvicinare. Non sono più i padroni del cerimoniale come lo era stato il vecchio […]
“Pericolo atomica”. E fra i misteri di Ciaculli spunta il progetto del bunker per un boss.
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È la metà degli anni Settanta, siamo in piena guerra fredda quando la paura atomica approda anche in Sicilia. Un costruttore palermitano riceve uno strano ordine da un ricco committente della periferia meridionale della città: costruire un bunker antiatomico nella piana di Ciaculli, nel regno di Michele Greco, a quel tempo ben accolto nei salotti […]
Scoperti i file segreti degli albergatori Ponte nel pc di un ragioniere gli affari con gli Sbeglia.
Rapporti,mafia,Ponte,Sbeglia
Gli appunti di un piccolo ragioniere hanno fatto crollare l’impero degli albergatori più famosi di Palermo, i Ponte. Il ragioniere annotava con una precisione maniacale tutto ciò che avveniva negli hotel di famiglia. Anche gli incontri più compromettenti, quelli con il rampollo di un clan mafioso, Marcello Sbeglia.
Droga, trafficante condannato a 4 anni.
Traffico,droga,condanna,.Catania
Un trafficante di stupefacenti è stato arrestato dalla Squadra mobile catanese a Caltagirone, in collaborazione con gli agenti del Commissariato locale. Ha iniziato a scontare la pena di 6 anni e 10 mesi di reclusione Giovanni Marcia, 72 anni, nei confronti del quale la Procura generale etnea, il 27 marzo scorso ha emesso ordinanza di […]
Usura, nel denaro estorto pure l’assegno del disabile.
Usura,Sciacca,assegno,disabile
Per pagare un presunto estorsore un riberese ha impiegato anche il denaro che percepiva per il proprio figlio, affetto da autismo. E Giuseppe Fallea, di 54 anni, di Ribera, pregiudicato per stupefacenti e reati contro la persona, è stato arrestato proprio nella Giornata Mondiale dell’Autismo. La Guardia di Finanza di Sciacca ha assistito alla consegna […]
“007 in cella dai boss: missione fuorilegge”.
Protocollo,Farfalla,Servizi,segreti,boss
Con l’operazione “Farfalla”, i servizi segreti, insieme al Dipartimento di amministrazione penitenziaria, s’erano posti l’obiettivo di contattare i detenuti di cosa nostra al 41bis per carpire da loro notizie utili sulle stragi mafiose e sui rapporti tra Stato e mafia. Ma quell’intento, secondo l’indagine del Copasir, l’organismo parlamentare che controlla i servizi segreti, «è fallito».
