È il quinto sequestro anticipato di beni, finalizzato alla confisca, che il pool investigativo composto da Squadra Mobile e Guardia di Finanza con le divisioni Anticrimine e Nucleo tributario eseguono nell’arco di qualche anno, da quando è stato introdotto con decreto legislativo nel 2011. Un sequestro preventivo di beni che colpisce questa volta gli imprenditori […]
Dossier: Rassegna Stampa
Favoreggiamento ai boss, fermato carabiniere.
Carmelo D'Amico,dichiarazioni
Saranno ascoltati stamattina durante l’udienza per la convalida dell’arresto l’appuntato dei carabinieri, Francesco Anania, di 48 anni, e il nipote Felice, accusati di detenzione di armi e di droga dalla Procura di Barcellona. Per il militare dell’Arma l’aggravante di aver favorito la mafia, secondo quando previsto dell’art. 7 della legge 203/91, per cui indaga la […]
La Dia: capi di Cosa nostra pronti a fare la guerra.
Relazione,Dia,Sicilia
Cosa Nostra, suo malgrado, vive una fase di «frenetica trasformazione» e di «continui avvicendamenti al vertice», imposti da operazioni e arresti. Questa la ‘fotografia” fornita ieri al Parlamento dalla Dia, la Direzione investigativa antimafia, nella relazione sull’attività svolta nel secondo semestre dello scorso anno. Tra le righe, anche l’allarme pei la possibile riemersione di boss […]
«Terra bruciata attorno al boss Mazzei».
Operazione Ippocampo,clan Mazzei
La latitanza di Mario Pappalardo, ritenuto elemento di spicco del clan, è stata breve. Lunedì pomeriggio, infatti, a conclusione di un’articolata attività d’indagine coordinata dalla Procura distrettuale antimafia – guidata dal procuratore Giovanni Salvi, collaborato dal sostituto Iole Boscarino.
Il superpentito contro Cesaro “Era in contatto con i clan”.
Antonio Iovine,Luigi Cesaro
Il pentito Antonio Iovine apre il capitolo sui politici di Gomorra. Interrogato il 28 luglio, fa due nomi: quello di Luigi Cesaro, deputato di Forza Italia, ex presidente della Provincia di Napoli, per il quale il 23 aprile scorso i giudici hanno chiesto l’autorizzazione all’arresto con l’accusa di concorso esterno in associazione camorristica e quello […]
“A Barcellona favorita la latitanza di Santapaola”.
Carmelo D'Amico,mafia,Barcellona
Le dichiarazioni dell’ultimo collaboratore di giustizia della mafia barcellonese, Carmelo D’Amico, 43 anni, in carcere sottoposto al regime del «41 bis» dal 2009, potrebbero chiarire la vicende legata alla latitanza «dorata» dal boss catanese Nitto Santapaola, che venne protetta e garantita dalle organizzazioni criminali del comprensorio tirrenico all’inizio degli anni Novanta.
L’agenzia investigativa del boss di Resuttana.
Giuseppe Fricano,agenzia investigativa,investimenti,riciclaggio
L’ultimo capomandamento di Resuttana, Giuseppe Fricano, aveva un senso particolare per gli affari. Era il gestore di un’avviatissima officina Fiat all’incrocio tra via Libertà e via Francesco Paolo di Blasi, era un perfetto insospettabile, aveva investito il suo tesoretto in un’agenzia di investigazioni e in una palestra.
Il priore dei Carmelitani “Nessun inchino al boss nei cronisti c’è il diavolo”.
Processione,Ballarò,priore,dichiarazioni
Il priore dei carmelitani mette in mezzo nientedimeno che Lucifero: per padre Pietro Leta il diavolo si annida si dentro ai mafiosi «ma fa anche breccia dentro alcuni giornalisti disposti a fare scoop a qualsiasi costo». Un vero anatema contro Repubblica, che martedì ha raccontato e documentato con un video la sosta della processione della […]
Nel camper con 300 kg di marijuana.
Camper,marijuana,arresti,centro commerciale
Tutto è successo martedì scorso, nel pomeriggio, all’interno del parcheggio del centro commerciale “Porte di Catania”. I militari del Nucleo di polizia tributaria stavano effettuando un controllo nell’area esterna dell’ipermercato, quando sono stati attirati dal comportamento di due soggetti giunti a bordo di un camper e di altre persone che si trovavano all’interno di due […]
Ridotta in schiavitù, diventa una pentita.
Operazione Mauser, famiglia Cacciola,Giuse<ppina Multari
Sequestrata e ridotta in schiavitù, accusata di essere causa del suo stesso male. Sepolta tra le mura di casa. Accusata di essere stata causa della morte del marito, con l’incubo che le venissero tolte le figlie e lo scrupolo di aver provocato la morte di suo fratello. L’inferno Giuseppina Multari lo ha conosciuto in vita. […]
