Sono arrivate le condanne definitive nei confronti dei componenti di un clan di quartiere che facevano la” spesa” gratis al centro commerciale di Viale Annunziata “Co”. I fatti risalgono al 2005 quando scattò l’operazione “Pino”.
Dossier: Rassegna Stampa
Nel mirino del racket anche il nuovo Tribunale.
Cosca Libri.
La cosca Libri oltre alla solita “mazzetta” imponeva la fornitura di servuizi e manodopera alla ditta Bentini, impegnata nella costruzione dell’opera. Tre le persone arrestate e quattro milioni i beni posto sotto sequestro.
In manette Salvatore Brunetto, sconterà 8 anni.
Salvatore Brunetto.
L’uomo, fratello del boss Paolo Brunetto, si è consegnato ai Cc. Brunetto era stato condannato per detenzione e spaccio.
Droga nella Valle dell’Alcantara: due condanne.
Si è concluso con due condanne confermate, uno sconto di pena e un’assoluzione il processo nato in seguito all’inchiesta sullo spaccio di droga nella Valle dell’Alcantara. Ad essere assolto dalle accuse è stato Nicola Silvestro.
Non partecipò all’estorsione assolto Comandè.
Francesco Comandè
Si tratta della vicenda per una partita di cocaina non pagata nel 2005 e la consegna di 9.000mila euro. Comandè è stato assolto con la formula “perchè il fatto non sussite”.
Tentò di estorcere denaro a un commerciante: in manette.
Vittorio Di Pietro.
Un’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata notificata a Vittorio Di Pietro, 35 anni. Secondo l’accusa, nel suo mirino era finito un negozio di Camaro. Chiesti 15 mila euro con un “pizzino”.
La pentita racconta: Cosa nostra punta solo sui “battezzati”.
Monica Vitale.
Continuano le dichiarazioni ai Pm di Monica Vitale: “Antonino Abbate mi mandò a chiedere il pizzo ma il commerciante non si fidò e dovette andarci lui”. “Per diventare fiancheggiatori bisogna essere “battezzati”.
Assolto il boss Umberto Bellocco, sei anni a Salvatore Pesce.
Si tratta della sentenza del Tribunale di Teramo nel processo sui rapporti tra ‘ndrangheta e Sacra corona unita.
Condannato per mafia, la GdF gli sequestra i beni.
Giovanni Puccio.
I sigilli sono stati messi a beni riconducibili a Giovanni Puccio, per un valore complessivo di 18 milioni di euro. Lo scorso dicembre, l’uomo, coinvolto nell’inchiesta antimafia “Puma”, è stato condannato in primo grado a 3 anni e due mesi.
Tentano estorsione a imprenditore antiracket.
Ettore Sconso e Orazio Cucchiara avevano commissionato ad un imprenditore prodotti per migliaia di euro, pretendendo di pagare con assegni falsi. E come se non bastasse avevano chiesto anche un “ristoro” di 4.000mila euro. L’interlocutore, che aderisce ad ad un’associazione antiracket, li ha denunciati.
