Il Tribunale di Messina ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, tratta di esseri umani, riduzione in schiavitù e sequestro di persona. Organizzazione formata prevalentemente da romeni ma anche da italiani. La Squadra Mobile della città dello Stretto, titolare dell’articolata attività investigativa, ha […]
Dossier: Rassegna Stampa
Ferito Tiberio Bentivoglio, imprenditore antiracket.
Tiberio Bentivoglio
Il killer ha sparato per uccidere ma la vittima designata si è salvata per fortuna o per puro caso, grazie a uno zaino che portava sulle spalle e che ha frenato la corsa del proiettile letale. Tiberio Bentivoglio, titolare della sanitaria “Sant’Elia” a Condera (periferia collinare di Reggio Calabria), che nel 1992 denunciò i presunti […]
Il generale Mori: «Sul 41 bis l’ex Guardasigilli Conso ha mentito».
Processo Mori
A chi non ha detto la verità l’ex ministro della Giustizia Giovanni Conso sulla trattativa Stato-mafia? Al defunto pm Gabriele Chelazzi oppure alla Commissione Antimafia? A sollevare il quesito è stato ieri l’ex vicecomandante dei Ros Mario Mori, imputato a Palermo per favoreggiamento ag¬gravato di Cosa nostra insieme con il colonnello Mauro Obinu.
Pm chiede 14 condanne e 3 assoluzioni.
Operazione "Officina"
Si avvicina a sentenza il processo Officina, scaturito da una indagine dei carabinieri su un giro di droga in zona sud. Ieri il pm Giuseppe Verzera ha chiesto al Tribunale 14 condanne, per complessivi 120 anni di carcere, e 3 assoluzioni.
Droga a Porto Empedocle, smantellata l’organizzazione.
Traffico di droga,Porto Empedocle,Favara,Salvatore Prestia
Sgominato dalla polizia nell’ Agrigentino un traffico di cocaina controllato dalla mafia. Sono state fermate 11 persone e ricostruiti i ruoli dell’organizzazione criminale. Al vertice, Salvatore Prestia che gestiva, secondo l’accusa, le fila dell’organizzazione che spacciava la droga a Porto Empedocle e a Favara.
Minacciarono il pentito Merenda. Chiesti quattro rinvii a giudizio.
Clan Tortorici,Emanuele Merenda
Si va verso l’udienza preliminare per la vicenda delle minacce dei clan mafiosi tortoriciani al collaborante Emanuele Merenda. Nei giorni scorsi infatti il sostituto procuratore della Dda peloritana Fabio D’Anna ha depositato quattro richieste di rinvio a giudizio per i quattro personaggi accusati di aver minacciato di morte il collaboratore di giustizia
Ingroia: “I boss tentati da nuove stragi”. Il Pdl lo attacca: “Parla a vanvera”.
Antonio Ingroia,stragi,Matteo Messina Denaro
È un allarme ricorrente ogni qual volta Cosa nostra sembra in difficoltà e sente la necessità di riaffermare la propria potenza con il sangue. Questa volta è il procuratore aggiunto Antonio Ingroia ad invitare ad alzare la guardia. «Matteo Messina Denaro potrebbe essere tentato da un nuovo progetto stragista», dice in un’intervista a Radio 24.
Attentato a un’impresa nel regno del padrino
Racket,impresa calcestruzzi,Castelvetrano
Cosa accade nel regno del superlatitante di Cosa nostra Matteo Messina De-naro? A Castelvetrano, tre betoniere della ditta “Calcestruzzi Selinunte” sono state incendiate all’interno di un cantiere della statale 115 che è amministrato da Onofrio Cascio, nipote dell’imprenditore di Santa Margherita Belice Rosario Cascio, ritenuto uno dei cassieri di Messina Denaro.
“Da Mineo soldi alla coop in cambio di voti” .
Franco Mineo,clan Galatolo
Le giustificazioni del deputato regionale Franco Mineo, accusato di essere un prestanome del clan Gelatolo, non hanno convinto i magistrati. Così, quattro mesi dopo l’avviso di garanzia, la Procura di Palermo ha chiuso l’inchiesta e si appresta a chiedere il processo per il delfino del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianfranco Micciché.
“Riina diceva: Berlusconi bravo picciotto. Patto mafia-camorra per uccidere Li Gotti”.
Giuseppe MIsso
Carcere di Ascoli Piceno, anno 2001. Due detenuti passeggiano nel cortile dell’istituto. Sono entrambi sottoposti al regime detentivo più severo e dividono i momenti di “socialità” consentiti dall’ordinamento. Uno è Salvatore Savarese, camorrista del Rione Sanità. L’altro è Totò Riina, capo dei capi di Cosa nostra. Sostiene Giuseppe Misso, ex padrino di camorra, da tre […]
