In questo pianeta criminale il “sistema” voto, scrivono i magistrati. rappresentava una contropartita in cambio di favori. E’ emerso come capillare e trasversale poiché comune a diversi schieramenti politici. “E nell’ambito del sistema, Paolo David – scrivono ancora i magistrati nell’ordinanza -, consigliere comunale del Pd, particolarmente attivo nella segreteria politica dei due esponenti regionali […]
Dossier: Rassegna Stampa
Pasta e lavoro. Il “sistema Messina”.
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Il “Gioco’, così lo chiamava Paolo David, funzionava così: ai procacciatori di voti che avevano già dato prova di un “significativo impegno” venivano offerti posti di lavoro. O, meglio, contratti a tempo determinato, meglio se per tre mesi, in modo tale da tenerli sulla corda e continuare ad assicurarsene i servigi.
Imponevano il pizzo a Palermo: 7 arresti.
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Il pizzo pagato a tappeto da commercianti e piccoli imprenditori di una larga fetta del centro di Palermo. Non è una novità, purtroppo, ma nell’ultima inchiesta della Procura sono finite le denunce di esercenti che, stanchi di pagare la tangente ai mafiosi, hanno deciso di collaborare con i magistrati.
I nuovi metodi «Assunzioni a 3 mesi per rinnovare consensi e favori».
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Gli intrecci fra politica e mafia sono al centro della nuova inchiesta che ha portato all’operazione Matassa e ai 35 ordini di custodia. Un’indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Messina, a capo della quale c’è il procuratore Guido Lo Forte.
I pm di Messina: i voti comprati dalla mafia.
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Cinquanta euro o una busta della spesa per un voto. Per pacchetti di voti più consistenti c’era un’assunzione trimestrale presso strutture compiacenti. I clan messinesi di Camaro e Santa Lucia sopra Contesse, secondo quanto emerso dall’indagine che ha portato agli arresti di ieri, non si occupavano solo di estorsioni, spaccio di droga, ferimenti, omicidi, bische […]
Faida di camorra, intercettazioni choc: “Uccidete femmine e bambini”.
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Madre e moglie che istigano, pretendono violenza e sangue. Disposte a cercare personalmente un killer a pagamento. Peggio: pronte a fare da esca per uccidere il nemico. Donne attive nella faida del rione Sanità – con l’agguato del 22 aprile scorso al circolo privato delle Fontanelle, due morti del clan Vastarella e tre feriti – […]
Licata, attentato al sindaco anti abusivismo: 40 amministratori in piazza, arriva Alfano
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A Licata è il giorno della solidarietà al sindaco Angelo Cambiano dopo l’attentato incendiario e in municipio, in attesa dell’arrivo del ministro Alfano, passa il primo cittadino che si ferma a parlare con i giornalisti: “Non lascerò perdere questa battaglia per un solo istante. Tra qualche mese nascerà mio figlio. Cosa gli racconterò? Che suo […]
Condizionavano l’economia reggina: 7 fermi, anche ex deputato imprenditore. Indagato presidente Provincia.
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Per i più, erano noti avvocati, commercialisti, imprenditori. Ma per la Dda di Reggio Calabria sono la mente e l’anima criminale di una rete impastata di ‘ndrangheta e massoneria che ha condizionato l’economia reggina, costruendo una fitta rete di professionisti e amministratori che per anni hanno gestito in esclusiva affari e finanziamenti. E tra gli […]
Mafia di Barcellona, chiesti 200 anni di carcere.
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Ventinove condanne per oltre 200 anni di reclusione sono state chieste dall’accusa nel processo con il rito abbreviato alle nuove leve della mafia barcellonese. Al vaglio del gup Eugenio Fiorentino la nuova generazione dei clan barcellonesi e alcuni boss ed i loro affari svelati con l’operazione “Gotha 5 ” e con i filoni successivi “Gotha […]
Il giornalista antimafia accusato di estorsioni.
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Il capomafia e «l’eroe antimafia». Entrambi coinvolti nella stessa inchiesta, seppure con ruoli e accuse diverse. Giuseppe Maniaci, 61 anni, direttore di Telejato, da alcuni considerato, almeno lino ad oggi, una sorta di icona della legalità, paladino del giornalismo coraggioso, e anche piuttosto colorito, ha ricevuto un provvedimento cautelare di obbligo di dimora fuori dalle […]
