Ossessionati dalla morte come i miliziani del Califfato. Sono i ragazzi che si fanno la guerra nel centro storico di Napoli, quelli che avevano deciso di «rottamare» i vecchi boss per prendersi il cuore della città e invece sono finiti al cimitero oppure in galera. Li descrive così, nelle motivazioni della sentenza al processo sulla […]
Dossier: Rassegna Stampa
Parla un pentito. “Principato e Viola minacce di morte dai clan trapanesi”.
L’allarme è stato lanciato dal collaboratore di giustizia Giuseppe Tuzzolino, che sta rispondendo alle domande dei magistrati su mafia e massoneria. Racconta di essere stato avvicinato nella località segreta. I prefetti decidono nuove misure di protezione per i due magistrati.
Usura, un business da 82 miliardi. Più a rischio Trapani, Palermo e Siracusa.
Secondo una ricerca di Eurispes, il fenomeno dei prestiti a strozzo coinvolge sia commercianti che famiglie. Il 12% della famiglie rimane intrappolato nell’usura con tassi superiori al 120%, così come un’azienda su dieci. Prestano soldi anche negozianti, commercialisti, avvocati e dipendenti pubblici.
Borgo, al vaglio dei pm la lista dei commercianti.
Tantillo
I magistrati continuano ad interrogare Giuseppe Tantillo, il boss che sta svelando gli ultimi segreti del racket nel centro città e del mercato della droga: “Falsomiele piazza per nuovi affari di droga”.
I Tantillo contro il pentito del Borgo. La sorella: “Per noi quello è morto”.
Tantillo
La famiglia in strada perché tutti sentano la loro dissociazione dal fratello. “E’ morto”, grida la sorella. Gli altri commercianti: “Noi non lo conosciamo”.
Borgo, parla il boss pentito Tantillo. Ecco chi paga il pizzo in centro.
A maggio non aveva convinto i magistrati, in estate Giuseppe Tantillo è crollato. Fra i primi nomi che ha fatto quello del fratello Mimmo. Nel mirino del racket le enoteche della movida ed i pub di Ballarò.
‘Nadrangheta, ex calciatore in cella per usura.
Francesco Modesto, il cui nome in codice era inserito nel libro mastro delle cosche, finanziava prestiti a tassi altissimi. A coinvolgerlo sarebbe stato il suocero.
“Denunciate il pizzo e la mafia soccomberà”.
Intervista al magistrato della Dna Maurizio De Lucia, che per anni ha lavorato ad inchieste sulla mafia negli uffici giudiziari di Palermo. “Molte cose sono cambiate dall’uccisione di Libero Grassi, ma dai pentiti sappiano che tanti commercianti pagano ancora”. De Lucia mette in luce anche la differenza tra Nord e Sud.
Pizzo, “confessano” 22 commercianti. “Ma le denunce rimangono poche”.
L’ultima contabilità del racket gestito dai boss del centro parla di 27 estorsioni: 18 consumate, 9 tentate. Molti pagano ancora, alcuni negozianti disposti a parlare solo se convocati dalle forze dell’ordine. Avviso di garanzia per due imprenditori che continuano a negare.
Estorsione a Capo d’Orlando, a novembre il processo.
Per un anno intero, secondo il racconto del titolare della farmacia, Franco Mancari avrebbe preteso somme di denaro per circa trentamila euro.
