Valentina Di Lorenzo, volto noto del commercio palermitano, figlia della titolare del negozio di arredamento “Porta d’oro” non credeva di scatenare tanto rumore quando alla vigilia di Natale ha creato, sul suo profilo facebook, una sorta di cartolina scrivendo sotto l’immagine della saracinesca del negozio annerita dall’incendio doloso appiccato dieci giorni prima, un ironico messaggio […]
località: Palermo
«Ho avuto paura ma non ho pagato». Parla imprenditrice dopo il no al pizzo.
Racket,operazione Eden
Elena Ferraro è l’imprenditrice di Castelvetrano che ha detto «no» alla richiesta avanzata da uno degli emissari del latitante Matteo Messina Denaro, Mario, poi finito in cella. Non si sente un’eroina: «Ho fatto tutto in modo naturale perché sono stata educata coi valori della legalità».
“A volte mi chiedo se ne valga la pena ma le minacce non mi fermeranno”.
Nino Di Mzatteo,minacce,Cosa nostra
La prima volta che ha indossato la sua toga di magistrato era notte. Quella del 24 maggio 1992. Ancora uditore giudiziario, faceva il picchetto d’onore fra le colonne di marmo del Tribunale di Palermo. Stava li, in piedi davanti alle bare di Giovanni Falcone e Francesca Morvillo. Sono passati più di vent’anni da quando abbiamo […]
“Un seggio in Consiglio costa 15mila euro”.
Operazione Eden,politica,Cosa nostra,clan Messina Denaro
Nel regno di Matteo Messina Denaro un voto costa cinquanta euro. E un pacchetto di 500 voti è in vendita anche con lo sconto, a 15.000 euro. «Duemila ora e tredicimila a cose fatte», spiegava il boss di Campobello di Mazara Nicolò Polizzi al figlio Pietro Luca. «Tredicimila quando affaccia `u santu», quando esce il […]
È il giovane nipote l’erede del superboss.
Operazione Eden,Francesco Guttadauro
Il giovane ha stoffa e forse farà strada. A sentire i pentiti, ma anche le intercettazioni, è Francesco Guttadauro il vero erede di Matteo Messina Dena-ro. Nipote del superboss, figlio di sua sorella Rosalia Messina Denaro e di Filippo Guttadauro (postino fidato di Bernardo Provenzano e fratello di Giuseppe, medico e boss di Brancaccio) ad […]
L’oleificio sequestrato nel feudo del clan rimasto sotto il controllo del superlatitante.
Operazione Eden,confisca,beni,Cosa nostra,prestanomi
Quattro anni fa, era diventato il simbolo dell’antimafia nel feudo dell’imprendibile latitante: l’oleificio “Fontane d’oro” di Campobello di Mazara era stato sequestro al boss Francesco Luppino, uno degli ambasciatori più fidati del capomafia di Castelvetrano. Già qualche mese dopo, però, i boss erano tornati a controllare l’azienda, grazie a –due insospettabili imprenditori, che avevano accettato […]
“Messina Denaro ora è più solo”. Spezzata la rete del superlatitante.
Operazione Eden
A fine novembre, aveva fatto sapere a una zia di Castelvetrano che gli servivano con urgenza 8.000 euro: i carabinieri l’hanno capito perché le micro-spie registravano una grande fibrillazione in famiglia. Ma di lui, Matteo Messina Denaro, imprendibile da vent’anni con una condanna all’ergastolo sulle spalle, continuano a non esserci tracce. Forse, quei soldi gli […]
L’impero miliardario del male così il boss amante del lusso governa gli affari di famiglia.
Operazione Eden,Matteo Messina Denaro
Se da cinque anni la rivista americana “Forbes” lo inserisce nell’elenco dei criminali “più ricchi del mondo”, una ragione certo ci sarà Sula vecchia carta d’identità risulta coltivatore diretto. Sconosciuto è il suo reddito ufficiale come il suo volto. Di lui sappiamo che lo chiamano “Diabolik” o “Testa dellAcqua” e i suoi lo venerano come […]
«Ora le donne gestiscono i clan. Violente e influenti come gli uomini».
Operazione Eden
Non ha dubbi il procuratore aggiunto di Palermo Teresa Principato: «Il cerchio si stringe sempre di più» e «lo Stato non può permettersi di avere ancora qualcuno che raccoglie consenso in relazione al fatto di essere imprendibile, un’eterna primula rossa». L’ultimo grande latitante di Cosa nostra, il boss Matteo Messina Denaro, avrebbe infatti se non […]
Messina Denaro, spezzata la rete del boss.
Operazione Eden
La «testa dell’acqua», come lo chiamano in decine di conversazioni intercettate, è sempre lui. Ma da ieri i rubinetti che portano soldi, messaggi e risorse all’uomo più ricercato d’Italia sono sempre più chiusi, quasi a secco, tanto da spingere il comandante del Ros, Mario Parente, a mettere da parte la sua consueta prudenza affermando «che […]
