Il pentito finisce nella bufera. Su di lui accuse di falsa intestazione di beni e tentata estorsione. Blitz nel carcere di Rebibbia: trovati documenti.
località: Palermo
Droga nella “Palermo bene”. Sedici condanne, pene ridotte.
Commercianti, medici e avvocati si rivolgevano alle tre bande di pusher sgominate e finite sotto processo. Lo smercio degli stupefacenti, cocaina ed hascisc, tra i bar e i locali del Capo. Tre imputati sono stati scagionati dall’accusa di associazione a delinquere.
Tentano un’estorsione. In cella due pregiudicati.
Avrebbero chiesto il pizzo a un centro scommesse dell’Uditore. La vittima ha contribuito ad inchiodarli.
Il giudice: “provate le estorsioni e i voti comprati da Antinoro”.
Processo "Eos"
In 948 pagine, depositate ieri mattina, il Gup Mario Conte spiega perché ha condannato a 225 anni 23 imputati, riconosciuti colpevoli, il 30 luglio scorso, di avere fatto parte di Cosa nostra e di avere realizzato estorsioni a tappeto, oltre che di avere tenuto un arsenale a Villa Malfitano.
Cadonno le aggravanti. Rizzicasa e Sbeglia liberi.
Mafia e appalti
Le aggravanti di mafia sono venute meno e anche i termini di custodia si sono ridotti: sono liberi per questo, da alcuni giorni, Vincenzo Rizzacasa e Salvatore Sbeglia, arrestati in giugno con l’accusa di fittizia intestazione di beni nell’indagine «Mafia e appalti», coordinata da Roberto Scarpinato.
Il business delle licenze da rivendere la green economy feudo delle cosche.
Eolico,mafia
Gli investigatori lo chiamano il paradiso delle cosche. Il business delle energie rinnovabili, dall’eolico al fotovoltaico, è sotto accusa. E non potrebbe essere altrimenti, almeno a sentire il procuratore capo di Palermo Messineo: «Mi meraviglierei se in Sicilia non ci fosse infiltrazione mafiosa in attività così redditizie».
Ciancimino jr: nel 1983 Berlusconi finanziò la corrente di mio padre.
Vito Ciancimino,Silvio Berlusconi,assegno
Ventisette anni dopo spunta l’assegno del presidente: 35 milioni di lire emessi da Silvio Berlusconi a favore di Vito Ciancimino, per finanziare l’acquisto di tessere della Dc da parte del leader del gruppo che prendeva il nome dallo stesso ex sindaco mafioso di Palermo, la corrente cianciminiana, allora vicina a quella andreottiana.
Racket a tappeto su corso Calatafimi. I commercianti denunciano, un fermo.
Corso Calatafimi.
In cella è finito un giovane esattore. E’ accusato da quattro vittime ed è stato pur eripreso da una videocamera. Secondo il questore, l’operazione conferma il trend favorevole delle denunce.
Spaccio di droga alla Guadagna. Il pm chiede 21 rinvii a giudizio.
Spaccio alla Guadagna, Ciclope.
Si tratta dell’operazione Ciclope, l’inchiesta della Gdf dove furono coinvolti pure i cugini di Scarantino. L’udienza fissata il 15 settembre.
Mafia, confiscati beni per 20 milioni. Appartengono alla famiglia Cancemi.
Cancemi
Il provvedimento del Tribuale riguarda imprese, ville, palazzine, autocarri, vetture, titoli bancari ed assicurativi. La famiglia coinvolta direttamente negli affari di Cosa nostra. Importanti per gli investigatori le intercettazioni nel box di Nino Rotolo.
