La trattativa portò benefici non soltanto ai boss di Cosa nostra, ma anche agli uomini della’ndrangheta, della camorra e della Sacra Corona Unita. C’è il gotha delle mafie italiane fra i 326 “41 bis” che il ministro della Giustizia Giovanni Conso non prorogò, nel novembre `93.
tematica: Mafia ed istituzioni
Il pentito:quante carriere costruite grazie ai contatti con i boss.
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«Leggo di trattative e di rapporti ad altissimo livello e non mi stupisco affatto». Parla così Francesco Di Carlo, ex boss di Altofonte, collaboratore di giu-stizia, uno dei principali accusatori di Marcello Dell’Utri, unico testimone oculare di un incontro tra Berlusconi e il capo della mafia palermitana, Stefano Bontate.Di trattative è un esperto. Negoziava con […]
Stato-mafia, giallo sulla lettera che diede il via alla trattativa. “Sparita dagli archivi del Colle”.
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Un’altra prova della trattativa mafia-Stato è scomparsa, chissà da quanto tempo. E questa volta, il giallo è nel palazzo più autorevole d’Italia, il Quirinale. Non si trova la lettera di minacce che i familiari di alcuni boss detenuti inviarono all’allora presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, nel febbraio 1993.
“Mancino e Conso sotto controllo possono concordare una versione sul loro ruolo nel patto Stato-mafia”.
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Non solo il senatore Nicola Mancino, anche l’ex ministro della Giustizia Giovanni Conso è stato intercettato nell’ambito dell’inchiesta sulla trattativa mafia-Stato. «È verosimile che possano entrare in contatto fra loro, in vista degli interrogatori fissati», ha scritto il giudice delle indagini preliminari di Palermo Riccardo Ricciardi, il 4 novembre scorso, così autorizzando le intercettazioni della […]
Stato-mafia, «la trattativa ci fu» ma tornano i veleni in Procura.
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Trattativa Stato-mafia. L’inchiesta della Procura e della Dia è durata quattro anni pieni e con la notifica dell’avviso di chiusura a 12 degli indagati è arrivata ad una prima svolta. Seguirà la richiesta, entro i prossimi 20 giorni, di invio a giudizio al Giudice dell’udienza preliminare. Ed entro questo termine gli indagati possono depositare memorie […]
“Stato-mafia, da Mancino pressioni sul Quirinale”.
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Il 6 dicembre dell’anno scorso, il senatore Nicola Mancino uscì dal palazzo di giustizia di Palermo, dove era stato interrogato sulla trattativa mafia–Stato, e telefonò alla moglie. «Non ho detto niente di Gava», spiegò. E non sospettava affatto di essere intercettato dagli investigatori del centro operativo Dia di Palermo, su ordine della Procura.
Mannino, Ciancimino, Dell’Utri con le cosche un patto in tre fasi.
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Dopo quattro anni di indagini, la Procura di Palermo e la Dia riten¬gono di aver ricostruito i retroscena della trattativa fra uomini dello Stato e i vertici di Cosa nostra. Quel dialogo segreto avrebbe avuto tre fasi: ecco la novità contenuta nell’avviso di chiusura delle indagini firmato ieri dal procuratore aggiunto Antonio Ingroia e dai […]
Così i boss ricattarono lo Stato. Trattativa, indagini chiuse.
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La trattativa materialmente l’avrebbero fatta in dieci: cinque mafiosi, quattro uomini dello Stato e un personaggio del mondo imprenditoriale, Marcello Dell’Utri. Un palermitano che agiva e faceva da mediatore — sostiene la Procura di Palermo — con Silvio Berlusconi, pure lui oggetto del ricatto, nella qualità di presidente del Consiglio appena nominato: i benefici a […]
Inchiesta trattativa, Procura divisa. Un pm non firma e lascia il pool.
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Uno dei titolari del procedi¬mento non ci sta. Il pm Paolo Guido non firma l’avviso di conclusione delle indagini preliminari dell’inchiesta sulla cosiddetta trattativa fra Stato e mafia, ormai prossimo ad essere notificato dalla Procura di Palermo.
Patto Stato-mafia, indagato Mannino. “Fece pressioni a favore dei boss”.
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I magistrati che indagano sulla trattativa fra Stato e mafia ritengono di aver trovato la prova che l’ex ministro Calogero Mannino avrebbe esercitato pressioni, fra il ’92 e i1’93, per la revoca del carcere duro ad alcuni padrini di Cosa nostra. Ecco perché gli hanno fatto notificare dalla Dia di Palermo un avviso di garanzia.
