Galatolo parla ancora “I Servizi volevano salvare l’ex presidente Raffaele Lombardo”.

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Le dichiarazioni di Vito Galatolo ai magistrati di Palermo e Caltanissetta sono un continuo colpo di scena. Adesso, l’ex capomafia dell’Acquasanta rivela che alcuni esponenti dei servizi segreti avrebbero contattato in carcere un boss catanese di rango per chiedergli di scagionare l’ex presidente della Regione Raffaele Lombardo, nei mesi scorsi sotto processo per concorso esterno […]

Il boss rivelò: il tritolo per Di Matteo dalla Calabria.

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L’esplosivo per l’attentato al magistrato Nino Di Matteo è arrivato a Palermo dalla Calabria, così racconta Vito Galatolo. Il nuovo pentito di mafia ha rivelato che nell’ultimo anno e mezzo i boss di Cosa nostra hanno acquistato 150 chili di tritolo per attuare il progetto di morte ordinato dal superlatitante Matteo Messina Denaro nel dicembre […]

Mafia, su Palermo le mani di Matteo.

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A chiedere a Vito Galatolo di assumere la guida del mandamento di Resuttana sarebbe stato personalmente Matteo Messina Denaro. Interessato a mettere le mani sull’organigramma della mafia palermitana. Intenzionato a scegliere — o a contribuire a scegliere — capi e gregari nel capoluogo dell’Isola. Ma sempre con garbo e con attenzione a non turbare equilibri.

“Da Messina Denaro il tritolo per l’attentato al magistrato Di Matteo”.

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Stanco de1 41 bis, Galatolo junior ha deciso di cambiare vita. E ha subito avvertito i magistrati di Palermo e Caltanissetta delle intenzioni di Messina Denaro, già condannato all’ergastolo per le stragi dei 1993. Le parole del neo collaboratore sono finite in una nota riservata trasmessa dal procuratore Sergio Lari al Viminale.

E il pentito disse: «I soldi non bastano i picciotti devono andare a lavoare».

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Arresti su arresti, avvocati da pagare, picciotti da mantenere: l’onda lunga della recessione colpisce anche chi non ha mai lavorato nella propria vita, come molti degli appartenenti a Cosa nostra, impegnati in attività parassitarie, come estorcere denaro a chi lo produce. Ma anche in questo tutto cambia. E i nuovi codici di comportamento li conferma […]

Stragi del ’92, il «pentito» è un killer di camorra.

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Ha 37 anni e un passato da killer nel clan camorristico Iacomino-Birra di Ercolano. È lui il pentito di Camorra che sta svelando nuovi retroscena legati alle stragi del 1992, quella di Capaci e quella di via D’Amelio. Si chiama Francesco Raimo ed è indicato dagli investigatori partenopei come «elemento di spicco del gruppo di […]