Martedì, ne mancavano due all’appello. Quarantasei su quarantotto, infatti, le ordinanze di custodia cautelare subito eseguite dalla Squadra mobile nell’ambito dell’operazione antidroga «Colomba». Il problema, comunque, è stato risolto ventiquattr’ore dopo. La polizia, infatti, ha catturato a San Cristoforo il ventunenne Carmelo Branciforte, ora agli arresti domiciliari come Davide Botta, 23 anni, che s’è costituito […]
testata giornalistica: GIORNALE DI SICILIA
I boss volevano colpire 2 imprenditori: scattano sei fermi fra Gela e Niscemi.
Operazione Fenice
Progettavano punizioni esemplari per due imprenditori locali che non si erano piegati alle richieste del «pizzo». I due avevano detto no al racket ma, denunciando ogni cosa alla polizia e spezzando così il muro del silenzio, hanno consentito alla Dda di decapitare un clan che si stava riorganizzando in un territorio ad alta densità criminale […]
Il pentito Mutolo: «Mi sono accusato pure di omicidi che non ho mai commesso».
Trattativa,Stato,mafia,processo,Gaspare Mutolo
Rivendica il pentimento di Calogero Ganci, ma a ben guardare per Gaspare Mutolo c’è poco da essere soddisfatti: perché Ganci, nel 1996, si pentì per dire che «Asparinu» si era autoaccusato di omicidi mai commessi, pur di tirare in ballo persone innocenti. Interrogato al processo per la trattativa Stato-mafia, il pentito di Partanna Mondello ammette […]
Calatabiano, due agli arresti per associazione mafiosa.
Maurizio Santo Tornabene,Gianluca Filippo Spinella
Sono stati associati al carcere di Catania Bicocca, in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale della Repubblica di Catania, due pregiudicati ritenuti appartenenti al clan i «Cintorino» di Calatabiano. Si tratta di Gianluca Filippo Spinella 40 annidi Taormina, e di Maurizio Santo Tornabene 40 anni acese, ma entrambi residenti a Calatabiano.
Biancavilla, è riesplosa la guerra di mafia. Gioco vittima di una faida interna al clan.
Nicola Gioco,omicidio
Nel primo agguato, avvenuto lunedì sera invia Fallica, è caduto Agatino Bivona., Il secondo è stato fatale a Nicola Gioco, 22 anni a luglio, ammazzato in via Pistoia, in pieno centro storico, alle 19.40 di mercoledì sera. Per gli inquirenti l’omicidio di Gioco potrebbe essere la risposta all’assassinio di Bivona, esponente di spicco del clan […]
«Pizzo» sui lavori pubblici nel Messinese. Bisognano e D’Amico assolti in appello.
Operazione Sistema,appello,stralcio,assoluzione
Clamorosa assoluzione in appello nel processo stralcio dell’operazione antimafia “Sistema”. La corte d’appello di Messina, ribaltando la sentenza emessa in primo grado nel giudizio abbreviato, ha assolto Carmelo Bisognano, ex boss dei “mazzarroti”, da diverso tempo collaboratore di giustizia e Carmelo D’Amico indicato come uno dei boss dei clan barcellonesi.
Bivona «giustiziato» con 4 colpi alla testa.
Agatino Bivona,omicidio
Sarà l’autopsia a chiarire da quanti sicari è stato assassinato Agatino Bivona, il sessantaquattrenne biancavillese, ucciso nel tardo pomeriggio di lunedì in via Fallica, estrema periferia sud paese.
Milano, strage di via Palestro: preso il basista, è palermitano.
Strage via Palestro,Marcello Filippo Tutiino
A vent’anni di distanza dalla strage di via Palestro a Milano, in cui persero la vita cinque persone e altre 12 rimasero ferite, è stato individuato e arrestato il presunto basista. Gli uomini della squadra mobile hanno infatti notificato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere al palermitano Filippo Marcello Tutino, 53 anni (uno degli uomini […]
Ipotesi di favoreggiamento per 3 carabinieri: la Procura si spacca, 2 pm lasciano l’inchiesta.
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L’ipotesi contro di loro sarebbe di favoreggiamento aggravato, per avere consentito a «Binu» di proseguire la propria latitanza (poi comunque conclusa nell’aprile 2006, con la cattura da parte della polizia) e a Messina Denaro, capomafia di Castelvetrano, di rimanere ancor oggi in libertà.
Miccoli e il caso delle schede telefoniche. Per lui la Procura chiede l’archiviazione.
Fabrizio Miccoli,schede,telefoniche,archiviazione
Per i magistrati, Fabrizio Miccoli non sapeva che le sim erano intestate ad altre. E non le usò per fini illeciti. L’ex calciaatore rosanero resta indagato per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso.
