Il boss Calogero Mignacca, 41 anni, arrestato dopo una latitanza che durava dal 2008, è stato sottoposto al regime del carcere duro. Mignacca, elemento di spicco della famiglia mafiosa tortoriciana è stato trasferito nel carcere di Ascoli Piceno. La decisione di applicare le ristrettezze de141 bis è del Ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri che ha […]
testata giornalistica: GIORNALE DI SICILIA
«Ho avuto paura ma non ho pagato». Parla imprenditrice dopo il no al pizzo.
Racket,operazione Eden
Elena Ferraro è l’imprenditrice di Castelvetrano che ha detto «no» alla richiesta avanzata da uno degli emissari del latitante Matteo Messina Denaro, Mario, poi finito in cella. Non si sente un’eroina: «Ho fatto tutto in modo naturale perché sono stata educata coi valori della legalità».
È il giovane nipote l’erede del superboss.
Operazione Eden,Francesco Guttadauro
Il giovane ha stoffa e forse farà strada. A sentire i pentiti, ma anche le intercettazioni, è Francesco Guttadauro il vero erede di Matteo Messina Dena-ro. Nipote del superboss, figlio di sua sorella Rosalia Messina Denaro e di Filippo Guttadauro (postino fidato di Bernardo Provenzano e fratello di Giuseppe, medico e boss di Brancaccio) ad […]
«Ora le donne gestiscono i clan. Violente e influenti come gli uomini».
Operazione Eden
Non ha dubbi il procuratore aggiunto di Palermo Teresa Principato: «Il cerchio si stringe sempre di più» e «lo Stato non può permettersi di avere ancora qualcuno che raccoglie consenso in relazione al fatto di essere imprendibile, un’eterna primula rossa». L’ultimo grande latitante di Cosa nostra, il boss Matteo Messina Denaro, avrebbe infatti se non […]
Messina Denaro, spezzata la rete del boss.
Operazione Eden
La «testa dell’acqua», come lo chiamano in decine di conversazioni intercettate, è sempre lui. Ma da ieri i rubinetti che portano soldi, messaggi e risorse all’uomo più ricercato d’Italia sono sempre più chiusi, quasi a secco, tanto da spingere il comandante del Ros, Mario Parente, a mettere da parte la sua consueta prudenza affermando «che […]
Le minacce di morte a Di Matteo. Riina: «Attentato da fare presto».
Trattiva,Stato,mafia,processo,Giovanni Brusca,Nino Di Matteo
È amareggiato, chiuso nel suo ufficio. Nino Di Matteo è l’unico pm assente all’udienza del processo sulla trattativa Stato-mafia, cui è andato anche il procuratore capo di Palermo, Francesco Messineo: la trasferta a Milano, dove da ieri mattina la seconda sezione della Corte d’assise di Palermo sta ascoltando il pentito Giovanni Brusca, è considerata ad […]
Un commando di 5 persone per pestare il commerciante.
Commando,racket,bastonate
L’azione militare di un commando che ha agito in pieno giorno in una delle borgate più popolose di Palermo. La zona venne presidiata, i passanti allontanati e chi c’era preferì voltarsi dall’altra parte. Questo è stato secondo la ricostruzione degli investigatori il pestaggio subito dal commerciante della Noce che si è rifiutato di pagare il […]
Dalle frasi di Riina un nuovo allarme: Di Matteo salterà l’udienza a Milano.
Totò Riina,minacce,Nin o Di Matteo
Tre giorni, da oggi a venerdì, probabilmente non basteranno per esaurire l’interrogatorio di Giovanni Brusca: ma all’audizione-fiume, in programma nell’aula bunker di via Ucelli di Nemi, a Milano, a meno di colpi di scena dell’ultimo momento, non ci sarà il pm Nino Di Matteo, che il processo sulla trattativa Stato-mafia lo ha istruito dall’inizio e […]
Commerciante non paga e viene pestato
Commerciante,pestato,racket,Palermo,clan Noce
Prima lo hanno isolato. Alla Noce non lo salutavano più nemmeno le persone che un tempo sembravano cordiali. Poi gli hanno detto che era uno «sbirro». Infine è scattata la punizione: massacrato di legnate in pieno giorno, 13 colpi di mazza da muratore davanti al suo negozio. Questa la punizione per un commerciante che si […]
Palermo, retata contro il clan della Noce.
Racket,clan Noce,arresti
La prima volta che lo avvicinarono, più o meno a metà settembre, partirono subito all’attacco. Gli dissero che non avrebbe dovuto aprire quel negozio senza l’autorizzazione di Cosa nostra, chiesero pure tremila euro in contanti per mettersi a posto, ma lui riuscì comunque a prendere tempo, con la scusa di uno sconto cercò di ottenere […]
