«L’odontotecnico niscemese Pierantonio Sandri non era “ragazzo di squadra”. Ha avuto il torto di trovarsi nel posto sbagliato nel momento sbagliato». Il collaboratore di giustizia Giuliano Chiavetta, riabilita dopo quindici anni lo studente universitario di Niscemi, assassinato perché aveva assistito all’incendio di una vettura ad opera del racket, che a questo punto si era messo […]
testata giornalistica: GIORNALE DI SICILIA
Estorsione a un gruppo commerciale, il gup dispone cinque rinvii a giudizio.
Operazione Supermarket,clan Mangialupi
Il gup Monica Marino ha rinviato a giudizio i cinque indagati dell’operazione “Supermarket” su un’estorsione ai danni di un gruppo commerciale nel settore della grande distribuzione alimentare. Il prossimo 6 giugno davanti alla prima sezione penale del Tribunale si aprirà il processo per Giovanni Trovato, l’imprenditore Mauro Maiorana, Giovanni Giuseppe detto “Mariano” D’Andrea, Pietro Trovato, […]
Fu studiato da Graviano e Madonia il piano per l’eccidio di via D’Amelio.
Strage,via D'Amelio,Giuseppe Graviano,Salvo Madonia
Due capimandamento hanno pianificato la strrage di via D’Amelio: Giuseppe Graviano e Salvo Madonia. Il primo perché incaricato di organizzare la strage, il secondo perché reggente del mandamento dove doveva essere compiuto l’eccidio. Da «spettatore privilegiato» Fabio Tranchina (oggi pentito), essendo l’autista e il «tuttofare» del boss di Brancaccio, ha potuto raccontare ai magistrati di […]
Operazione Medusa, al caln di Giostra confermate 7 condanne e due assolti.
Operazione Medusa,clan Giostra
La Corte d’Appello conferma quasi tutte le condanne inflitte nel processo “Medusa”. Si tratta di una vecchia operazione antimafia che risale alla fine degli anni Novanta e che fece il punto sulla situazione del clan di Giostra all’epoca capeggiato dal boss Luigi Galli.
Il pizzo imposto per Mdessina Denaro: per quattro arrivano le condanne.
Pizzo,Matteo Messina Denaro
La vicenda ruota attorno alle province di palermo, Trapani e Agrigento. Un imprenditore edile di Favara aveva fatto un lavoro a Partanna, nella zona dell’ultimo latitante Matteo Messina Denaro, ed era andato via senza pagare «il conto» alle famiglie del posto. Bernardo Provenzano e Nino Giuffrè, leader indiscussi a livello regionale, erano scesi in campo […]
Il giudice: niente patti tra i boss e l’ex ministro Romano.
Saverio Romano,rapporti,cosa,nostra,motivazione,archiviazione
L’unica concessione alle tesi della Procura è stata la vecchia insufficienza di prove, og¬gi cancellata dal codice: nell’assolvere Saverio Romano, l’ex ministro delle Politiche agricole imputato di concorso in associazione mafiosa, il Gup Fernando Sestito utilizza «la più ampia formula, “perché il fatto non sussiste”», rilevando però la «mancanza, insufficienza e contraddittorietà della prova».
Il pentito accusa Giuseppe Graviano: “L’accompagnai io in via D’Amelio”.
Fabio Tranchina, GIuseppe Graviano,strage ,via D'Amelio
Il collaboratore di giustizia ricostruisce il giorno della strage. Fabio Tranchina rivela che fu Giuseppe Graviano a pigiare il pulsante del telecomando che uccise Paolo Boesellino e la sua scorta.
Traffico di stupefacenti. In 14 patteggiano la pena.
Operazione Ice Spoon
Quattordici patteggiamenti, cinque condanne, un’assoluzione con l’abbreviato e cinque rinvii a giudizio. Questo il quadro finale dell’udienza preliminare per l’operazione antidroga “Ice spoon”, l’indagine che l’anno scorso ha interrotto un flusso di cocaina che arrivava alle Isole Eolie tra le cassette di pesce congelato, scoprendo allo stesso tempo una rete dello spaccio droga a Zafferia.
Arrestato con 44 chili di droga. Il gup lo condanna a otto anni.
Ilirijan Hoxha,marijuana
Il gup Maria Teresa Arena ha condannato un corriere della droga albanese che era stato sorpreso a trasportare un carico di 44 chili di marijuana in auto. Illirjan Hoxha, giudicato con il rito abbreviato, è stato condannato ad otto anni e sei mesi di reclusione, una pena di poco inferiore alla richiesta del pubblico ministero […]
Soldi, telefonini e servizi segreti: tre piste per l’omicidio Nangano.
Francesco Nangano
L’ultima telefonata l’ha ricevuta da morto. I sicari avevano già ucciso Franco Nangano quando il suo cellulare ha iniziato a squillare. Sotto il giubbotto sforacchiato dai proiettili, sull’apparecchio compariva una chiamata. Gli investigatori adesso stanno cercando di rintracciare il misterioso interlocutore, così come tutti gli altri nomi che comparivano nella rubrica.
