Si tratta di Umberto Di Cara, titolare di Centro Wind, fermato lo scorso 11 marzo nell’ambito dell’operazione “Paesan Blues”. L’uomo era accusato di favoreggiamento aggravato dall’egevolazione di Cosa nostra per aver fornito delle schede telefoniche ad alcuni presunti mafiosi. Ipotesi caduta in Tribunale.
testata giornalistica: GIORNALE DI SICILIA
Palermo, collabora boss del pizzo. Parla di armi e anche di politica.
Palermo, collabora boss del pizzo. Parla di armi e anche di politica.
Si tratta di Manuel Pasta, arrestato lo scorso dicembre nell’ambito dell’operazione Eos. L’uomo, numero due di Resuttana, fa i nomi dei commercianti che pagano. Accuse anche all’architetto Liga.
“Ebbi fiducia in Liga, una persona religiosa…”.
"Ebbi fiducia in Liga, una persona religiosa...".
Davanti al Gip, parla Agostino Carollo, 45 anni, accusato di trasferimento fraudolento di beni e valori, aggravato dall’agevolazione di Cosa nostra.
“Il Ros fu scorretto ma non trattò”. Martelli: però avvisai Mancino.
"Il Ros fu scorretto ma non trattò". Martelli: però avvisai Mancino.
Nell’ambito del processo al generale Mori, depone Claudio Martelli. L’ex ministro chiama in causa l’attuale vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, che smentisce ancora.
Liga davanti ai pm respinge le accuse: non sono un mafioso.
Liga davanti ai pm respinge le accuse: non sono un mafioso.
Parla Giuseppe Liga, l’architetto accusato di essere uno dei nuovi capi di Cosa nostra. Parla dei suoi trascorsi di uomo impegnato nel sociale. Per le accuse di mafia chiede altro tempo.
E grazie a lui uno degli indagati ottiene gli arresti in casa.
E grazie a lui uno degli indagati ottiene gli arresti in casa.
Giuseppe Liga, indicato come uno dei nuovi capi di Cosa nostra, parla e spiega. Grazie a questo, Amedeo Sorvillo, accusato di essere uno dei prestanome dell’architetto, ottiene gli arresti domiciliari.
In città nasce l’associazione antiracket dei commercianti.
In città nasce l'associazione antiracket dei commercianti.
L’iniziativa è il frutto di decine di incontri fra imprenditori, sostenuti in questo cammino dalle forze dell’ordine. Un percorso iniziato l’anno scorso in seguito alla manifestazione per la legalità.
Il racket non molla la presa. Fiamme contro un panificio.
Il racket non molla la presa. Fiamme contro un panificio.
Nuovo raid del racket delle estorsioni contro un panettiere. Da qualche tempo i fornai finiscono regolarmente nel mirino degli uomini del pizzo. L’ultimo caso risale a ieri notte, quando gli attentatori hanno dato alle fiamme la saracinesca del panificio «Lo Piccolo» di via Sardegna.
Prestito a imprenditore a tassi d’usura. Arrestato ex bancario.
Prestito a imprenditore a tassi d'usura. Arrestato ex bancario.
Approfittando della sua posizione di direttore di banca, prima di essere sospeso e poi licenziato, G. M., un insospettabile 54enne originario di Messina operava un feroce strozzinaggio ai danni di un noto imprenditore di Acireale. La somma pattuita è di 5.000 euro al mese sino alla completa restituzione della sorte capitale che ammonta a 60.000 […]
Sequestro del piccolo Di Matteo. Tre condanne a trent’anni
Sequestro del piccolo Di Matteo. Tre condanne a trent'anni
Hanno preso trent’anni di carcere l’uno, così come aveva chiesto l’accusa: Benedetto Capizzi, Cristofaro Cannella, detto Fifetto, e Cosimo Lo Nigro sono colpevoli del sequestro del piccolo Giuseppe Di Matteo. Il rapimento del figlio del pentito si concluse con la morte dell’ostaggio, tenuto due anni e due mesi in condizioni penose e disumane, dai 13 […]
