«Voracemente protesa a insinuarsi in qualsiasi piega del complesso dei rapporti finanziari». Così appare la ‘ndrangheta emiliana agli occhi di chi, negli ultimi tre anni, l’ha sentita parlare al telefono e ne ha seguito le mosse. Tra estorsioni, violenze, armi, droga, appalti della ricostruzione post terremoto, gli investigatori hanno afferrato anche il filo della corruzione.
testata giornalistica: LA REPUBBLICA
Le risate della ‘ndrangheta dopo il terremoto in Emilia. “Amianto per ricostruire strade e scuole distrutte”.
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Nell’Emilia che crollava per il terremoto, la ‘ndrangheta era arrivata prima dei soccorsi. «O comunque in contemporanea», scrive il gip di Bologna, a corolla-rio della maxi inchiesta che svela quello che da troppo tempo non si vuol vedere. Anche l’Emilia Romagna, infatti, è infestata dalle cosche calabresi. Sono a Parma, sono a Reggio, a Modena, […]
Nella rete sindaci, prelati e giudici “Così la cosca condizionava il voto”.
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Raccoglievano migliaia di voti e li distribuivano ai loro «amici» politici, da Reggio Emilia, a Parma, a Modena, a Mantova, ed in altri comuni più piccoli, ovunque ci fossero rappresentanti della cosca di Cutro, da decenni trapiantati in Emilia Romagna. Hanno occupato militarmente il territorio gestendo appalti pubblici e privati con metodi che loro stessi […]
Il patto di sangue tra boss e imprenditori.
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E l’avevamo in mano noi, tutta l’Emilia Romagna». Angelo Cortese è il pentito, tra i più importanti, dell’ultima operazione antimafia dell’Arma dei carabinieri e della procura di Bologna. Ha iniziato la sua carriera criminale nel clan Grande Aracri da giovanissimo. Era il braccio destro del boss Nicolino detto “Manuzza”. Perciò quando i magistrati gli chiedono […]
Il neopentito Galatolo sulla strage Borsellino:”Fu pianificata prima dell’attentato di Capaci”.
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Paolo Borsellino, così come Giovanni Falcone, era già stato condannato a morte da Cosa nostra da tempo, ma il progetto esecutivo della strage di via D’Amelio era allo studio della cosca di Brancaccio già a marzo 1992, dunque prima dell’attentato di Capaci. A rivelare ai magistrati nisseni una circostanza che potrebbe far rivalutare l’ipotesi secondo […]
Corleone, la prima denuncia: “Mai più il pizzo”.
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Da dieci anni pagava la tassa mafiosa. Senza mai battere ciglio, senza mai protestare. Pagava e basta. Tutto quello che gli chiedevano i boss più autorevoli della zona di Corleone. Un imprenditore che gestisce un autosalone a Bolognetta e una rivendita di materiale edile a Palazzo Adriano ha pagato fino al giorno in cui i […]
Mafia ed estorsioni, ucciso da una pioggia di colpi il boss del Gargano: era il terrore degli operatori turistici.
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Un omicidio eccellente tra le fila della mala foggiana, con il super boss del Gargano freddato da una pioggia di fuoco, mentre a bordo della sua auto – una Toyota Rav 4 grigia – percorreva la Provinciale 53, la litoranea Mattinata-Vieste. Un agguato in grande stile, teso contro il 37enne Angelo Notarangelo, detto “Cintaridd”, ritenuto […]
Agguato di mafia a Favara, ucciso favoreggiatore di un boss.
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Agguato di mafia in serata a Favara dove due killer hanno ucciso con almeno quattro colpi di pistola, che lo hanno colpito al fianco e al torace, Carmelo Bellavia, 52 anni. L’uomo è stato raggiunto dai sicari all’interno del magazzino adibito a deposito di bibite in via San Michele alla periferia di Favara. Bellavia non […]
La strategia di Messina Denaro logge massoniche coperte e raid per diffondere il terrore.
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Il procuratore generale di Palermo, Roberto Scarpinato, è preoccupato. Nelle 600 pagine della relazione che ha consegnato al presidente della corte d’appello per l’inaugurazione dell’anno giudiziario, avverte che il superlatitante Matteo Messina Denaro ha già varato una nuova pericolosa strategia per cercare di far fronte all’emorragia creata dai continui arresti e sequestri.Una strategia fondata su […]
“Adesso sono gli imprenditori sani che cercano di fare affari con i boss”.
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La mafia al nord? «Certo, e sono gli imprenditori “sani” a cercare i mafiosi». La minaccia terrorismo per Expo? «Scontata». La procura antiterrorismo? «Rinviarla sarebbe un errore». Falso in bilancio? «Il governo ci ripensi». Così il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti mette sul tavolo le emergenze irrinviabili.
