Dodici arresti nel Trapanese: stavano ricostruendo le famiglie. In manette anche due insospettabili. Ascoltato in diretta il summit convocato per scongiurare il ricorso alle armi.
Dossier: Rassegna Stampa
Via al nuovo processo Borsellino.
Fabio Tranchina, Borsellino.
Alla sbarra Fabio Tranchina, il pentito che ha ricostruito la strage di via D’Amelio. Sarà giudicato in abbreviato Decisive le sue accuse a Giuseppe Graviano come esecutore.
“Imponevano ai bar il caffè dei clan”. Nuovo sequestro per oltre un milione.
Francesco Paolo Maniscalco.
Individuata un’altra società riconducibile a Francesco Paolo Maniscalco, ritenuto uomo d’onore vicino a Totò Riina. A maggio la Procura aveva ottenuto il sequestro di cinque aziende ma secondo l’accusa l’imprenditore avrebbe continuato a lavorare con un’altra società.
Messineo: ora le cosche sono federate.
Francesco Messineo.
Intervista al Procuratore di Palermo, Francesco Messineo. Secondo il magistrato, a Palermo le “famiglie” sono indipendenti, non c’è più la commissione provinciale. Nel Trapanese c’è una mafia diversa, legatissima alle attività produttive.
Il collaboratore decifra il pizzino a “Binnu” quuatro arresti per un’estorsione nel Nisseno.
Giuseppe Falsone.
Ricostruita l’imposizione del pizzo da parte di Falsone a una ditta di bitume. L’estorsione è stata commessa tra il 2003 e il 2004
Nel Trapanese presi i nuovi boss.
Operazione "Crimiso".
Dodici gli arresti eseguiti dalle forze dell’ordine con l’operazione “Crimiso”. Ricostruiti gli affari dei clan di Alcamo e Castellammare. Scongiurata anche una faida tra gruppi rivali.
Ricostruita un’estorsione: arresti per 4. All’origine un pizzino di Provenzano.
Falsone.
L’indagine, condotta dai carabinieri, ha consentito di ricostruire un’estorsione. L’affare consentì ai clan, sotto la regia del boss Falsone, di acquisire un impianto di Sutera. Trovate armi si indicazioni di un collaboratore di giustizia
E D’Ambrosio disse: parlo io con Grasso.
Loris D'Ambrosio, Nicola Mancino.
Così il consigliere del Colle rassicurò Mancino. Il pg della Cassazione all’ex ministro: “Sempre a disposizione”.
Lo stragista di Capaci lascia il 41 bis.
Antonino Troia.
Un boss di prima grandezza, Antonino Troia, ma secondo il Tribunale di sorveglianza di Roma, dal 1993 ad oggi non sarebbe emerso più alcun elemento per ritenere che lui ed esponenti della sua famiglia abbiano un ruolo attivo all’interno di Cosa nostra. Da qui la decisione di revocare il 41 bis.
“Non è più pericoloso”, a Troia revocato il carcere duro.
Antonino Troia.
Secondo i giudici di Roma, non è provato che il boss di Capaci, all’ergastolo per la strage Falcone, sia ancora in contatto con i capimafia del suo paese. Troia sta scontando anche ulteriori condanne alla massima pena per altri quattro omicidi.
