L’inchiesta portata avanti dai carabinieri è iniziata nel 2009. L’accusa è di associazione a delinquere di stampo mafioso. Altre quattro persone si sono rese irreperibili.
Dossier: Rassegna Stampa
Megapizzo sulla vendita della tenuta. Carini, sei mafiosi rinviati a giudizio.
L’estorsione di 130 mila euro riguardava l’area dove sorge l’ipermercato Poseidon, pagò il barone Calefati Canalotti. Rito ordinario per Salvatore Lo Piccolo e Antonino Pipitone.
Le mani della cosca sul palazzo confiscato coop di comodo per un affare da 1,2 milioni.
Operazione Pedro.
I boss del mandamento di Porta Nuova volevano mettere le mani anche sui beni confiscati alla mafia. Nei dialoghi intercettati i boss parlano delle percentuali pretese per la costruzione di appartamenti. I contatti affidati ad un immobiliarista.
Cocaina ” a domicilio” sulla Costa degli dei.
Il giro di droga si muoveva da briatico a Capo Vaticano. Nel traffico coinvolti anche insospettabili professionisti. Sei i provevdimenti cautelari, di cui cinque in carcere.
Così la donna delle pulizie e l’autista divennero amministratori d’azienda.
Sequestrati beni per trenta milioni di euro, ritenuti di appartenenza di Emanuele Caruso, nipote di Pippo Mirenna, già arrestato con l’accusa di essere l’anello di congiunzione fra il mondo imprenditoriale e i Santapaola-Ercolano. Secondo l’accusa, i beni erano intestati a “teste di legno” per eludere i controlli.
Coca e racket, 28 arresti a Palermo.
Operazione Pedro.
Blitz contro le cosche di Porta Nuova e Bagheria: sei persone già in carcere. Coinvolti personaggi di mafia vecchi e nuovi. Forniture di trasporto e catering imposti alla produzione di film Mediaset. Un ex poliziotto svolgeva la funzione di talpa.
I summit, gli affari e la contabilità.
Operazione Pedro.
Dall’operazione Pedro emergono una serie di importanti dettagli: il potere al vertice del clan trasmesso su linea ereditaria per alleggerire le pressioni dei familiari detenuti si cercava di fare cassa con l’usura un gioielliere del Borgo avrebbe tenuto il libro mastro.
Ingroia: “C’è un disimpegno dello Stato”.
Antonio Ingroia.
Intervista al Procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia, che parla di Cosa nostra, pentitismo e ruolo dello Stato nella lotta alla mafia.
Bloccati nel covo del boss Nicchi. Lui assolto in appello, lei condannata.
Gianni Nicchi.
Secondo la difesa, Alessandro Presti era appena arrivato in via Juvara e quindi non c’è prova che sapesse che lì c’era il latitante. Per provare la sua innocenza prodotti i filmati girati dalla polizia durante il blitz dell’arresto di Gianni Nicchi. Per Giuseppina Amato, invece, è stata confermata la condanna a tre anni.
Droga a fiumi, venti arresti a Termini.
Operazione "Claudio 3".
Un’inchiesta dei carabinieri sgomina tre gruppi di spacciatori che adescavano i clienti vicino alle scuole. Otto giovani in carcere, dodici ai domiciliari, divieto di dimora per altri quattro. Furti per finanziare l’acquisto di eroina.
