Sequestrate 22 piante di canapa indiana coltivate in una stanza trasformata in una serra. 28 dosi di marijuana erano già pronte per essere vendute. In manette due persone, denunciato anche un minorenne.
Dossier: Rassegna Stampa
Bisognano parla e la mafia barcellonese trema.
Carmelo Bisognano,clan Mazzaroti
La collaborazione con la giustizia del boss Carmelo Bisognano, frutto di un lavoro investigativo condotto sotto traccia e durato per circa due anni, fa tremare i vertici di Cosa nostra e crea i presupposti per una lotta più incisiva contro la monolitica famiglia dei Barcellonesi, tra le più potenti dell’Isola, uscita indenne dal maxiprocesso “Mare […]
Omicidi a Napoli negli Anni Ottanta altri 6 killer in manette.
Omicid,Napoli,anni 90,anni 80
Ieri, a conclusione di indagini coordinate dalla Dda e condotte dalla squadra mobile della Questura, sei ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip del Tribunale di Napoli sono state notificate ad altrettante persone ritenute i killer di Aniello La Monica, ucciso il primo maggio del 1982, e di Domenico Silvestri, assassinato il 19 marzo 1989.
In manette Antonio Futia, uomo di fiducia del boss Commisso.
Antonio Futia,clan Commisso
Latitante in manette. A distanza di poco più di un semestre dalla notifica del provvedimento restrittivo a suo carico, su richiesta dei magistrati della Dda di Reggio, dal gip distrettuale, è finita nella tarda serata di mercoledì scorso la fuga del ricercato Antonio Futia, 52 anni, di Siderno, organico al clan Commisso.
Era ricercato per mafia da due mesi. Imprenditore di Misilmeri agli arresti.
Operrazione "Redde Rationem",Giovanni Aloisio
Preso per strada mentre passeggiava a Casteldaccia l’unico irreperibile dell’ultima operazione antimafia condotta nel capoluogo nisseno i primi di dicembre. Giovanni Aloisio, imprenditore originario di Misilmeri, è stato arrestato dagli uomini della catturandi della Squadra Mobile da giorni sulle sue tracce. La sua latitanza è durata poco meno di due mesi. Si era sottratto all”operazione […]
Riciclaggio, il pm: quattro anni a un ottico.
Giovanni Borruso,Mario Martello
Imprenditore, titolare di un negozio di ottica, ma anche presunto prestanome di un mafioso di San Giuseppe Jato. Per Giovanni Borruso, che nella sua attività avrebbe investito anche i soldi di Mario Martello (condannato all’ergastolo per omicidio ed associazione mafiosa), il pm Carlo Marzella ieri mattina ha chiesto una condanna a quattro anni di reclusione […]
Storia dei “mazzarroti”: da “Carabbedda” alla “primula rossa” e oltre.
Clan Mazzaroti,storia
La cellula mafiosa, costola della famiglia dei “Barcellonesi”, affidata poi al giovane emergente Carmelo Bisognano, è sorta nel 1986 a Mazzarrà Sant’Andrea e fu creata in origine dall’ex boss di Vigliatore Pino Chiofalo inteso “U Sceccu”. Questi, divenuto poi importante collaboratore di giustizia, stava preparando – secondo una strategia stragista tesa a smantellare il controllo […]
Così le ‘ndrine reinvestivano i soldi sporchi.
Operazione "Decollo ter"
Rapporti strettissimi con le potenti organizzazioni paramilitari colombiane, fiumi di droga dal Sudamerica all’Australia passando per l’Europa, proventi reinvestiti in attività solo apparentemente lecite. C’è il “marchio di fabbrica” della ‘ndrangheta sui traffici criminali ricostruiti dai Carabinieri del Ros e oggetto dell’inchiesta “Decollo ter”, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro.
Nel caveau del tribunale i gioielli dei boss orologi in regalo per festeggiare un delitto.
Beni confiscati,gioielli,orologi,boss
Sono stati confiscati dalla magistratura ormai da anni, ma restano in un caveau blindato del palazzo di giustizia. Sono i gioielli dei padrini, che un tempo erano il simbolo del loro potere: furono infatti ossequiosi regali di un complice insospettabile, il prezzo di una tangente, il ringraziamento per una elezione in Parlamento, il pagamento di […]
Si è pentito il boss Carmelo Bisognano.
Carmelo Bisognano,clan Mazzaroti
Carmelo Bisognano ha deciso di collaborare con la giustizia. La notizia è divenuta ufficiale quando ieri, Bisognano è apparso su uno schermo, in videoconferenza, collegato da un sito protetto con la Corte d’Appello che lo sta giudicando, insieme con il reggente della famiglia mafiosa dei “Barcellonesi” Carmelo D’Amico. Ma l’udienza è stata aggiornata al 21 […]
