Approvata ieri in Senato, in via definitiva e all’unanimità, la conversione in legge del decreto che istituisce l’Agenzia nazionale per l’am¬ministrazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata.
Dossier: Rassegna Stampa
Prestito a imprenditore a tassi d’usura. Arrestato ex bancario.
Prestito a imprenditore a tassi d'usura. Arrestato ex bancario.
Approfittando della sua posizione di direttore di banca, prima di essere sospeso e poi licenziato, G. M., un insospettabile 54enne originario di Messina operava un feroce strozzinaggio ai danni di un noto imprenditore di Acireale. La somma pattuita è di 5.000 euro al mese sino alla completa restituzione della sorte capitale che ammonta a 60.000 […]
Sequestro del piccolo Di Matteo. Tre condanne a trent’anni
Sequestro del piccolo Di Matteo. Tre condanne a trent'anni
Hanno preso trent’anni di carcere l’uno, così come aveva chiesto l’accusa: Benedetto Capizzi, Cristofaro Cannella, detto Fifetto, e Cosimo Lo Nigro sono colpevoli del sequestro del piccolo Giuseppe Di Matteo. Il rapimento del figlio del pentito si concluse con la morte dell’ostaggio, tenuto due anni e due mesi in condizioni penose e disumane, dai 13 […]
Il tesoro di Mangialupi, a giudizio il boss Trovato.
Il tesoro di Mangialupi, a giudizio il boss Trovato.
Rinviati a giudizio il boss e i due gregari. Ha deciso così ieri il gup Maria Teresa Arena sulla vicenda del tesoro del clan “Mangialupi”. Il giudice ha stabilito quindi il processo per il boss Antonino Trovato, con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione di un ingente quantitativo di […]
La mafia tirrenica pericolosa come Cosa nostra.
La mafia tirrenica pericolosa come Cosa nostra.
Estorsioni, appalti e riciclaggio sempre fortemente al centro degli interessi illeciti dei clan. L’assoluta preminenza dell’aggressione ai patrimoni mafiosi come obiettivo principale per contrastare i loro affari sporchi. La tradizionale suddivisione del territorio peloritano in tre aree d’influenza criminale, tra la zona tirrenica, la città e la fascia ionica. La “visibilità”, in città, della famiglia […]
Voti, favori e affari il fratello del governatore e la linea diretta col boss.
Voti, favori e affari il fratello del governatore e la linea diretta col boss.
Il capomafia Vincenzo Aiello, l’erede del vecchio boss Nitto Santapaola, aveva accesso diretto nella segreteria politica di Angelo Lombardo, deputato nazionale dell’Mpa e fratello del governatore di Sicilia. I carabinieri del Ros lo intercettano anche lì mentre parla di voti, di affari e di favori. Richieste da girare poi a Raffaele Lombardo che, da quando […]
Voto di scambio e appalti pilotati due anni di indagine sul governatore.
Voto di scambio e appalti pilotati due anni di indagine sul governatore.
Appoggio elettorale in cambio di favori, appalti e posti di lavoro, la più classica delle accuse. Ci sono ore e ore di intercettazioni telefoniche e ambientali, nonostante la rete di sicurezza che Raffaele Lombardo riteneva di aver eretto a protezione delle sue comunicazioni e dichiarazioni di pentiti delle cosche mafiose catanesi, in particolare del clan […]
Racket e usura: i 3 indagati “devono restare” in carcere.
Racket e usura: i 3 indagati "devono restare" in carcere.
Secondo i giudici del Riesame i fratelli Giuseppe e Salvatore Villeggiante, 49 e 40 anni, rivenditori d’auto di Caltagirone, e Maurizio Raia, 43enne di Mineo, coinvolti nell’operazione “settimo cerchio”, devono restare in carcere, ma non possono ritenersi i capi dell’organizzazione di usurai.
Gaetano Fidanzati condannato a dieci anni di reclusione.
Gaetano Fidanzati condannato a dieci anni di reclusione.
Il boss mafioso Gaetano Fidanzati è stato condannato dal gup di Palermo, Lorenzo Iannelli, a 10 anni di reclusione come mandante del pestaggio in cui venne ucciso nell’ottobre del 2008 in via Don Orione a Palermo il pregiudicato Giovanni Bucaro.
Mafia ed estorsioni a Barcellona. Tutti gli atti trasmessi al pm.
Mafia ed estorsioni a Barcellona. Tutti gli atti trasmessi al pm.
Nedll’ambito del processo scaturito dall’operazione “Pozzo”, contro il racket barcellonese, La Corte d’assise si dichiara incompetente per materia. Il dibattimento sarà trasferito in Tribunale.
