Da un lato un vero e proprio comitato d’affari politico-clientelare in grado di condizionare nomine, procedure d’appalto, assegnazioni di incarichi a tecnici e consulenti, alla Provincia ed al Comune di Crotone, all’Aterp pitagorica, all’Asp crotonese; dall’altra un sodalizio di ’ndrangheta guidato da un boss di 74 anni, capace di allungare i suoi tentacoli non solo […]
Dossier: Rassegna Stampa
Droga e armi dal Sud America via Gioia
Sud America-Gioia Tauro-Milano: era questa la rotta per tonnellate di droga, dal valore di mercato stimato in circa 23 milioni di euro, proveniente prevalentemente dall’Ecuador e dalla Spagna, nascosta all’interno dei container che approdavano nel terminal calabrese, ancora una volta al centro di un’importante inchiesta sul narcotraffico, per poi giungere in buona parte negli angoli […]
C’è un nuovo collaboratore di giustizia a far luce sul narcotraffico a Giostra
Un colpo di scena ha “scosso” l’udienza preliminare per l’inchiesta “Impasse”, l’operazione che ha portato la Dda e la Guardia di Finanza, nel dicembre scorso, a smantellare un’organizzazione specializzata nel narcotraffico e una rete che partiva da Giostra, il quartier generale, per allungare i propri tentacoli fino alla Calabria e alla provincia di Catania, terre […]
Appalti e incarichi, il “dominus” Sculco governava tutto nel Crotonese
Non solo i presunti affari illeciti della cosca Megna di Papanice. L’inchiesta “Glicine Acheronte” della Dda di Catanzaro ha svelato anche l’esistenza di «un diffuso sistema clientelare» che avrebbe fatto capo ad Enzo Sculco, «da tempo implicato nelle dinamiche politico affaristiche» di Crotone, in grado di «influenzare le istituzioni e di etero-direzionare i finanziamenti verso […]
Milano stile narcos. L’esecuzione del pusher che volle farsi re
Tutto è successo in un bosco del nord ovest ricco d’Italia, ma il clima è sudamericano, anzi colombiano, e anche gomorriano, intendendo quella zona senza confine apparente — una terra di nessuno, ma gigantesca e sovranazionale — dove la droga è padrona, e per quello si vive e si muore. E perciò è morto un […]
Mafia, gli ordini del boss con le videochiamate dal carcere: così il clan dominava a Palermo
Salvatore Sorrentino, braccio destro di Settimo Mineo, l’uomo che voleva ricostruire la cupola mafiosa, dal carcere romano avrebbe continuato a gestire la famiglia del Villaggio Santa Rosalia, quartiere periferico di Palermo al centro della nuova operazione della scorsa notte dei finanzieri del comando provinciale. Sorrentino, secondo l’accusa, dava precisi ordini al figlio Vincenzo di 23 anni […]
Le mani della cosca sui fiori al cimitero e sui banchetti del pane
I boss del Villaggio Santa Rosalia avevano una grande influenza sui venditori di fiori di due cimiteri cittadini, quello di Sant’Orsola e quello dei Rotoli. E sponsorizzavano i prodotti di due imprese ragusane ritenute vicine al clan Carbonaro- Dominante. Naturalmente, per ogni stock di fiori venduti, i boss palermitani tenevano per sé una lauta percentuale. […]
Boss di padre in figlio. Il baby capomafia guidava il clan a 22 anniBoss di padre in figlio. Il baby capomafia guidava il clan a 22 anni
Si abbassa sempre più l’età dei mafiosi che contano a Palermo. L’ultima indagine della Guardia di finanza, coordinata dalla procura distrettuale antimafia, racconta di un ventiduenne, Vincenzo Sorrentino, figlio di Salvino, il capomafia della famiglia del Villaggio Santa Rosalia: giovanissimo e già fedele esecutore degli ordini del padre detenuto nel carcere romano di Rebibbia. Sorrentino […]
Corse clandestine dei cavalli e l’ombra dei clan etnei: altri 5 denunciati, Lampo e Agente Segreto “salvati”
Identificate e denunciate cinque persone nell’ambito delle indagini sulla corsa clandestina di cavalli dello scorso 12 giugno alle pendici dell’Etna. Dall’inizio dell’anno le persone segnalate alla Procura per reati connessi alle corse clandestine sono state 32 con i carabinieri che hanno elementi chiarissimi su un fenomeno criminale collegato alle dinamiche dei clan mafiosi. Le cinque […]
Montante, «la Dia faceva pressioni…»
«La direzione centrale della Dia faceva pressioni affinché indagassimo sull’editore e sul direttore di “Live Sicilia” Giuseppe Amato e Francesco Foresta, ma anche su Pasquale Foresta, padre di Francesco. Dalle indagini non emerse nulla di particolare». L’ha detto il generale dei carabinieri in pensione, Alberto Tersigni – all’epoca dei fatti in servizio alla Dia di […]
