Dieci terreni e tre fabbricati del valore complessivo stimato di oltre 800 mila euro sono stati confiscati dalla sezione operativa di Agrigento della Dia a Simone Capizzi, di 73 anni, e al figlio Giuseppe, di 50. I due riberesi, attualmente detenuti, sono considerati elementi di spicco di cosa nostra agrigentina. Dalle indagini svolte dalla Dia […]
Dossier: Rassegna Stampa
«Sono vicini a Messina Denaro»: arrestati in 7.
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Terra bruciata attorno al superlatitante Matteo Messina Denaro. Cartolina con dedica, l’hanno scritta i carabinieri del Ros e del comando provinciale di Agrigento, indagando su Leo Sutera detto «il professore», considerato il principale esponente del mandamento mafioso di Sambuca di Sicilia, ritenuto fra il 2010 e 2012 il capo della provincia di Agrigento. I carabinieri […]
Provenzano a lungo latitante a Sambuca. Poi fu progettato un attentato nel covo.
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Agrigento, terra per latitanti. Da anni, da tempo immemorabile. Le cronache giudiziarie sono piene di storie ed arresti di persone ricercatissime altrove e tranquillamente residenti in territorio di Agrigento. Indisturbati. Una «regola» a cui nessun pezzo di territorio si è sottratto, neanche Sambuca di Sicilia, che, anzi, ospitò Bernardo Provenzano, il capo, il boss. Di […]
Estorsioni alla Noce. Lo zio denuncia il nipote capoclan.
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Parenti serpenti nel clan della Noce. Per vendicarsi dell’estorsione tentata dal nipote, il boss in carcere Fabio Chiovaro, uno zio ha deciso di denunciarlo alla squadra mobile dopo essere stato minacciato di morte se non consegnava quattromila euro che proprio lui gli aveva dato. Una vicenda che ne ha svelata un’altra, grazie alle intercettazioni, stavolta […]
Anche a Sambuca la rete di Messina Denaro.
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È la mafia del Borgo dei Borghi, Sambuca di Sicilia, che si è aggiudicato il titolo di angolo d’Italia più bello per il 2016 nel concorso della trasmissione Rai “Alle falde del Kilimangiaro”. E proprio qui Cosa nostra, in queste terre, agiva e “bonificava” le campagne per organizzare summit mafiosi “sicuri”. Il capo mafia agrigentino […]
Mafia, blitz nel trapanese tra i cinque arrestati il costruttore antiracket.
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Ai convegni diceva: «Bisogna avere il coraggio di denunciare la mafia». L’imprenditore del calcestruzzo Vincenzo Artale si vantava di essere diventato un simbolo nella terra dei superlatitante Matteo Messina Denaro: «Io il coraggio l’ho avuto – ripeteva – nel 2006 ho denunciato chi voleva farmi pagare il pizzo». E il ministero dell’Interno l’aveva pure risarcito, […]
Se i clan fanno affari nascondendosi sotto le bandiere dell’Antimafia.
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Avvolti nelle bandiere dell’Antimafia fanno quello che sanno fare meglio. Si nascondono. Con una mafia che non spara più e con un’antimafia sociale spompata e ormai incapace di riconoscere i propri nemici, loro si sentono al riparo.Promuovono attività antiracket, firmano inutili protocolli di legalità, sottoscrivono codici etici, tengono banco a conferenze e dibattiti sul pizzo, […]
Castellammare e Alcamo, 5 arresti per mafia.
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Cosa nostra e calcestruzzo. Legame antico come la pietra. A consolidarlo tra Castellammare del Golfo ed Alcamo, in una parte ciel territorio della provincia dove “regna”, Matteo Messina Denaro, avrebbe provveduto Mariano Saracino, 69 anni, già condannato per associazione mafiosa e ritenuto reggente del clan locale
L’allarme dei pm. “Etichetta antimafia spesso usata per nascondersi”.
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Aprire gli occhi e andare oltre l’etichetta di simbolo dell’antimafia che potrebbe nascondere altro, se non esattamente il contrario. È in sintesi il pensiero del procuratore aggiunto di Palermo, Teresa Principato, dopo l’arresto dell’imprenditore Vincenzo Artale, accusato nell’operazione denominata “Cemento del golfo” di essere stato favori¬to, nella sua attività di titolare di un’azienda di calcestruzzo, […]
Processione deviata, 17 indagati.
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La Procura di Caltagirone ha iscritto nel registro degli indagati diciassette persone, la maggior parte portatori della bara di Cristo Morto, nell’ambito dell’inchiesta sulla deviazione del corteo del Venerdì Santo a San Michele di Ganzaria per fermarsi davanti la casa dei familiari del boss detenuto Francesco La Rocca, sugli appositi cavalletti.
