Boss risarciranno Comune, il sindaco: “Sentenza storica”.

Sentenza,boss,risarcimento,comunità

Condannando in via definitiva sette esponenti di spicco di Cosa nostra ad Agrigento, la Cassazione ha riconosciuto il danno all’immagine subito dal Comune che si era costituito parte civile con il patrocinio dell’avvocato Francesco Gibilaro. La Cassazione ha riconosciuto che l’attività criminale ha avuto la conseguenza di estromettere, marginalizzare le attività sane e legali presenti […]

Le vittime denunciano il racket. Colpo ai clan agrigentini: 47 fermi

Operazione "Nuova Cupola"

Vecchi e nuovi boss stavano costruendo la «nuova cupola» della mafia agrigentina, taglieggiando a tappeto commercianti e imprenditori. Ma gli è andata male. Sono stati emessi 49 fermi, 47 dei quali eseguiti, per associazione mafiosa, rapina, estorsione, danneggiamento, riciclaggio e intestazione fittizia di beni. I pm Ravaglioli e Fulantelli, coordinati dal procuratore aggiunto Teresi, hanno […]

Sutera, il boss stimato da Binnu. Niente telefonini e pc: solo pizzini.

Operazione "Nuova cupola", Leo Sutera

Dicono che il professore Leo Sutera, docente a riposo di educazione fisica, sia un mafioso all’antica, di quelli che non si avvicinano ad un telefonino e non sanno cosa è un computer. Si è fatto sei anni di carcere per associazione mafiosa (gran parte della pena l’ha però scontata ai domiciliari) e una volta libero […]

Boss “stiddaro” freddato con un amico.

Giuseppe Condello,Vincenzo Priolo,Stidda,Cosa nostra

Un duplice omicidio di stampo mafioso a Palma di Montechiaro potrebbe scatenare una nuova guerra tra Stidda e Cosa nostra. A cadere, crivellati da colpi di pistola, sono stati Giuseppe Condello, 41 anni, pluripregiudicato palmese ritenuto vicino ad ambienti stiddari, e Vincenzo Priolo, 27 anni, incensurato, che faceva l’autista all’altra vittima.

E-mail e Skype, così il boss comandava a distanza

Operazione "Maginot"

I pizzini que¬sta volta non erano i classici fo¬glietti scritti a penna che passavano di mano in mano. Stavolta il pizzino era in formato elettronico e Giuseppe Falsone dalla Francia dove era latitante e i suoi fiancheggiatori, arrestati ieri nell’ambito dell’operazione Maginot dalla Squadra Mobile di Agrigento su ordine del gip del Tribunale di Palermo […]