Aggredirono a colpi di mazzuolo un commerciante che si era rifiutato di pagare il pizzo. Ieri il gup ha condannato, in abbreviato, per tentato omicidio ed estorsione aggravata a 16 e 17 anni di carcere Massimiliano Di Majo e Giuseppe Castelluccio, ritenuto capo della cosca mafiosa della Noce.
località: Palermo
La cocaina comprata con i prestiti bancari confiscati quattro conti ai boss della Guadagna.
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Il pentito Antonino Guida, un tempo trafficante del clan della Guadagna, ha spiegato che fu facilissimo ottenere un prestito dalla banca. «Avevamo bisogno di 70 mila euro per pagare una grossa partita di droga fornita dai Fascella. L’istanza la facemmo presentare alla moglie del mio complice, Giovanni Vitale. E non ci furono problemi».
Droga, 8 arresti a Palermo, sequestrati 2 quintali di stupefacenti.
Operazione Vai e Vieni
L’operazione, denominata “Vai e Vieni”, è partita da spunti investigativi ottenuti dalla sorveglianza di alcuni giovani spacciatori in città e ha portato all’arresto di più soggetti legati a Cosa nostra.Nelle prime ore di questa mattina la Polizia di Stato ha arrestato a Palermo otto persone per traffico e spaccio di cocaina, eroina e hashish. Sequestrati […]
Il pioniere dell’antimafia che piaceva al padrino.
Michele Pantaleone
L’esistenza di Michele Pantaleone è stata un calvario. Uomo di grande coraggio, primo a denunciare con i suoi scritti la pericolosità della mafia diventata emergenza nazionale, si ritrova a più riprese sul banco degli imputati. Come è capitato a tanti prima e dopo di lui. La macchina del fango, come avrebbero poi sperimentato i Dolci, […]
Mercato ortofrutticolo sequestrata società.
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E’ stata sequestrata dal centro operativo della direzione investigativa antimafia di Palermo una società cooperativa, del valore di oltre un milione di euro, riconducibile a Pietro La Fata commerciante di 81 anni. L’azienda, è indicata dagli investigatori come un “collettore di interessi mafiosi” al mercato ortofrutticolo di Palermo.
Stato-mafia, no ai boss al Quirinale: Riina e Bagarella non saranno all’udienza.
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La Corte d’assise di Palermo ha deciso: Salvatore Riina e Leoluca Bagarella non potranno assistere all’udienza che si terrà al Quirinale, neanche attraverso il collegamento in videoconferenza dai penitenziari dove sono detenuti, Parma e Nuoro. Resterà fuori anche l’ex ministro Nicola Mancino, pure lui imputato del processo trattativa.
“In Tribunale per capire chi mi ha venduto”. La sfida di Riina al Colle.
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Totò Riina,condannato a una ventina di ergastoli, sacrificato sull’altare di un patto che lui non voleva, catturato in circostanze mai chiarite, quello che per due decenni è stato indicato come il capo dei capi a 84 anni (li farà il prossimo 16 novembre) e un destino segnato anche per tutta la sua marmaglia, ormai ha […]
Il pm: “Mannino temeva di morire. Da lui parti la trattativa con i boss”.
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La tesi poggia su una serie di fatti messi in fila, concatenati non solo dalla logica ma da una serie di indizi, per la ricostruzione di un disegno criminoso — quello della trattativa fra lo Stato e Cosa nostra — che si sarebbe messo in moto proprio grazie a lui, Calogero Mannino.
«Non agevolò il clan Mangialupi», arriva l’assoluzione per un penalista.
Francesco Traclò
Cadono tutte le accuse per un noto penalista e due psichiatri nel giudizio abbreviato scaturito da un’indagine sul clan mafioso di Mangialupi. Sono stati assolti “perché il fatto non sussiste” l’avvocato Francesco Traclò, 76 anni e gli psichiatri Marina Martina, 55 anni e Giuseppe Dattola, 57 anni.
Il pm: “Mannino temeva di morire. Da lui parti la trattativa con i boss”.
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La tesi poggia su una serie di fatti messi in fila, concatenati non solo dalla logica ma da una serie di indizi, per la ricostruzione di un disegno criminoso — quello della trattativa fra lo Stato e Cosa nostra — che si sarebbe messo in moto proprio grazie a lui, Calogero Mannino.
