Da giorni, la processione di San Calogero a Porto Empedocle è al centro di una doppia inchiesta. Non solo la procura antimafia di Palermo, anche la Curia di Agrigento sta facendo accertamenti sulla fermata imposta al santo patrono davanti alla casa del boss Gerlandino Messina.
testata giornalistica: LA REPUBBLICA
Il commissario che ferma l’inchino ai superboss nel paese di Montalbano.
Processione,Porto Empedocle,inchino,mafia
Fra i vicoli e le scalinate delle case “Cannelle”, San Calogero eremita è scortato dalle donne dei padrini al 41 bis, i terribili fratelli Messina. Antonina, la moglie di Gerlandino, il capomafia che sparò al maresciallo Guazzelli, applaude. Concetta, la moglie di Salvatore, pure lui all’ergastolo, lancia occhiate ai portatori della vara. Daniela, la moglie […]
Stato-mafia, no ai boss al Quirinale: Riina e Bagarella non saranno all’udienza.
Processo,trattativa,Stato,mafia,deposizione,Napolitano
La Corte d’assise di Palermo ha deciso: Salvatore Riina e Leoluca Bagarella non potranno assistere all’udienza che si terrà al Quirinale, neanche attraverso il collegamento in videoconferenza dai penitenziari dove sono detenuti, Parma e Nuoro. Resterà fuori anche l’ex ministro Nicola Mancino, pure lui imputato del processo trattativa.
“In Tribunale per capire chi mi ha venduto”. La sfida di Riina al Colle.
Processo,trattativa,Stato,mafia,Riina,udienza
Totò Riina,condannato a una ventina di ergastoli, sacrificato sull’altare di un patto che lui non voleva, catturato in circostanze mai chiarite, quello che per due decenni è stato indicato come il capo dei capi a 84 anni (li farà il prossimo 16 novembre) e un destino segnato anche per tutta la sua marmaglia, ormai ha […]
Udienza di Napoletano, dai pm sì ai boss.
Processo,trattativa,Stato,mafia,deposizione,Napolitano
Gli imputati eccellenti del processo trattativa Stato-mafia vogliono esserci tutti al Quirinale, per ascoltare il testimone Giorgio Napolitano. Si sono fatti avanti non solo i capimafia Totò Riina e Leoluca Bagarella, ma anche l’ex ministro Nicola Mancino. E la procura di Palermo non si oppone alla loro partecipazione all’udienza in trasferta, i boss in videoconferenza […]
Trattativa, Napolitano testimonia il 28 ottobre.
Trattativa,Stato,mafia,Napolitano,testimone
Il presidente della Corte d’assise Alfredo Montalto ha informato in udienza che ieri pomeriggio è arrivata a Palermo una lettera del presidente della Repubblica. Giorgio Napolitano ribadisce la sua disponibilità a testimoniare al processo, così come chiesto dalla procura di Palermo. L’udienza si terrà il 28 ottobre alle ore 10, nel palazzo del Quirinale.
Gli 007 finti avvocati dal boss in cella.
Trattiva,Stato,mafia,servizi,segreti,rapporti,boss,detenuti
Due agenti segreti dell’Aisi si fingevano avvocati per incontrare in carcere un confidente davvero particolare, il capo-mafia di Bagheria Sergio Flamia. Un comportamento che la procura di Palermo ritiene illegittimo. Ecco perché l’inchiesta sugli 007 ha già un’ipotesi di reato ben precisa, «falso ideologico». E al vaglio dei pm c’è proprio la posizione dei due […]
Spatuzza: ho ucciso quaranta persone, chiedo perdono.
Gaspare patuzza,processo,stragi
«Ho partecipato a cose mostruose e abbiamo venduto l’anima a Dio», sussurra. Gaspare Spatuzza, l’ex sicario prediletto del vertice di Cosa nostra, quasi si commuove quando parla davanti ai giudici che stanno processando il presunto basista della strage di via Palestro del 27 luglio 1993, Marcello Tutino. «Ora quando vado a letto mi sento onesto […]
Politici, agenti e un uomo della Dia: così funzionava la rete della ‘ndrangheta al Nord.
Operazione Infinito-tenacia,'ndrangheta,Lombardia
C’era una rete tessuta dalla ‘ndrangheta, in Lombardia, che teneva insieme uomini dei clan, funzionari pubblici, politici, professionisti, investigatori infedeli. E imprese edili, infiltrate e «seguite» fin dalla Calabria, che dovevano essere la testa di ponte per conquistare i ricchi appalti di Expo 2015. Dopo la conferma delle condanne, a giugno, la Corte d’appello delinea […]
Procure in allarme. “Don Ciotti in pericolo la scorta non basta”.
Don Ciotti,attentato,Cosa nostra
Per don Luigi Ciotti è allarme rosso. Il fondatore di Libera è in questo momento l’uomo più a rischio d’Italia, tutte le mafie lo vogliono morto. L’allerta arriva da varie procure d’Italia (da Torino a Palermo e Caltanissetta fino alla Direzione nazionale antimafia) e da fonti investigative che hanno raccolto informazioni provenienti dalle carceri. Nei […]
