Ogni famiglia mafiosa ha ormai il suo insospettabile referente per il business del gioco online, il vero bancomat delle cosche. Negli ultimi tre anni sono stati arrestati cinque imprenditori del settore in Sicilia, l’ultimo a Palermo, a giugno: è Salvatore Rubino, 59 anni, macinava un progetto dietro l’altro per la creazione di nuove società ed […]
testata giornalistica: LA REPUBBLICA
Dal boss ai pusher: i criminali con il Reddito di cittadinanza.
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Beccati con le mani sul reddito di cittadinanza pur in regime di custodia cautelare ai domiciliari o condannati in via definitiva per associazione maliosa e per altri reati gravi. Oppure appena arrestati per rapina, traffico di droga, estorsione, truffa, contrabbando e persino usura. O ancora con familiari mafiosi condannati all’ergastolo. Dal marzo del 2019, quando […]
Il Covid fa bene solo alle mafie “Per il 70% hanno più potere”.
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La pandemia minaccia la nostra salute e ha cambiato la nostra vita. Ci spinge a vivere da soli, lontani dagli altri. Talora, anche dai nostri familiari. E ha generato un clima di insicurezza, spesso di paura, che incombe su tutti. Indebolisce la nostra società. E la nostra economia. Così, si stanno creando condizioni favorevoli al […]
Onlus e ambulanze il bancomat dei boss coi milioni dell’Asp.
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Si erano iscritti all’albo dell’assessorato alla Salute, e poi nel 2012 avevano firmato una convenzione con l’Asp per il trasporto degli emodializzati. Ogni carta sembrava al suo posto grazie agli immancabili prestanome, a Palermo è ormai il mestiere più diffuso. Ma i veri gestori della Avel, Associazione Voluntary Emergency Leader, non erano dei generosi volontari, […]
Calabria senza tregua arresti in Regione. Morra attacca, è bufera.
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Nei reparti dei rachitici ospedali calabresi ogni richiesta di farmaci oncologici deve essere motivata. Nella tavernetta del clan Grande Aracri, i suoi luogotenenti progettavano di accaparrarsene a quintali e rivenderli all’estero. Eccola la fotografia della sanità calabrese, spogliata da un decennio di commissariamento, assediata da una pandemia che non ha mezzi e uomini per reggere […]
Le mani delle cosche sull’onorata sanità.
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«A Locri l’azienda sanitaria ha continuato a versare lo stipendio a un dipendente che non prestava servizio perché detenuto». Bastano due righe nascoste dentro un documento per capire come siamo arrivati allo sfascio, alla bancarotta della Calabria. Nel 2006, una commissione timbrò quello che tutti sapevano: studi medici, centri di ricerca cardiovascolare, laboratori di analisi […]
Beni sequestrati, dieci anni di razzie il commercialista Lipani sotto accusa.
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C’era un amministratore giudiziario, il commercialista palermitano Maurizio Lipani, che si vantava di non avere mai fatto parte del “cerchio magico” della giudice Silvana Saguto. Ed è vero. Ma anche lui razziava i beni sequestrati. Dal 2010, ha prelevato quasi un milione e 800 mila euro dai conti delle aziende a lui affidate, questo hanno […]
Quei beni confiscati alla mafia ma rimasti in mano ai mafiosi.
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A Palagonia c’erano 24 cassette di olive appena raccolte e 5 ettari di agrumeto curatissimo. A Gravina una mascherina lasciata su un tavolo e a terra gli scatoloni di un trasloco interrotto all’improvviso. A Pedara un appartamento arredato con gusto e abitato da oltre dieci anni da una normale famiglia borghese. A Catania, nel quartiere […]
Mafia, la figlia “ribelle” fa condannare il padre boss. Trent’anni a Galatolo per la strage di Pizzolungo.
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La figlia ribelle ha accusato il padre mafioso, Vincenzo Galatolo, di essere fra i mandanti della strage che doveva uccidere il giudice Carlo Palermo e invece stroncò Barbara Asta e i suoi gemellini di sei anni, Giuseppe e Salvatore. Era il 2 aprile 1985, a Pizzolungo, Trapani. Le dichiarazioni di Giovanni Galatolo hanno portato oggi […]
Un pentito riapre il mistero dell’attentato a Di Matteo. “Messina Denaro mandò un messaggio a Palermo”.
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È uno dei misteri di mafia più recenti, un progetto di attentato nei confronti del pm Nino Di Matteo, uno dei magistrati dell’inchiesta “Trattativa Stato-mafia”, oggi componente del Consiglio superiore della magistratura. “La richiesta arrivò da Messina Denaro, nel dicembre 2012 – ha svelato alcuni anni fa il boss pentito Vito Galatolo – ci mobilitammo […]
