Lo cercavano dal 2011, ma probabilmente non si è mai allontanato da casa. È stato scovato in un rifugio segreto, ricavato tra la stanza da letto e il bagno, all’interno della villetta in cui ha sempre abitato, Antonio Pelle, 54 anni, soprannominato “la mamma” dei clan di San Luca, da tempo inserito nell’elenco dei cento […]
Dossier: Rassegna Stampa
Quei luoghi di morte in tutta l’Isola per occultare le atrocità della piovra.
Pentito,scoperta,cimitero,lupara,bianca,cosa,nostra
Da Palermo al Messinese, passando per l’Agrigentino, il Nisseno, la provincia di Trapani ed il Catanese. La mafia e la “stidda” hanno scelto ampie porzioni del territorio siciliano per nascondere le tante vittime della “lupara bianca”. E se l’unico caso conosciuto di “cimitero della mafia”, nell’immediato dopoguerra, riguarda le foibe della Rocca Busambra (nel Corleonese) […]
Mafia: confisca da 100 milioni nel Trapanese, due milioni sottratti a Vernengo.
Confisca,beni,Di,Giovanni,Vernego
La Dia di Trapani ha notificato il decreto di confisca di parte del patrimonio immobiliare e societario, del valore di cento milioni di euro, riconducibile all’imprenditore Calcedonio Di Giovanni, originario di Monreale (Palermo), ma con interessi economici nella provincia trapanese. All’imprenditore sono stati imposti anche tre anni di sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, con obbligo […]
Colla nei lucchetti, intimidazione a “Ke palle”.
Colla,lucchetti,negozio,ristorazione,Palermo
Colla Attak nelle serrature di due punti vendita di arancine “Ke palle”. Quello di via Maqueda e di via Amari vicino al Politeama. Ieri mattina gli impiegati non hanno potuto aprire i due negozi che ogni giorno richiamano centinaia di avventori perché le porte erano bloccate. Da quando è partita l’attività, in via Maqueda da […]
Parla un nuovo pentito e salta fuori un cimitero.
Pentito,scoperta,cimitero,lupara,bianca,cosa,nostra
Un “cimitero della mafia” del quale si sconosceva l’esistenza è stato scoperto dai carabinieri in una zona impervia nelle campagna tra Roccamena e Corleone, nell’entroterra palermitano. Un anfratto naturale nascosto nelle campagne di Roccamena, un piccolo centro a poca distanza da Corleone. I militari del Gruppo “Monreale” sono stati “guidati” da qualcuno che conosceva a […]
La guerra tra cosche sventata dai carabinieri.
Operazione,Monte,Reale,arresti,clan,San,Giuseppe,Jato
Le voci captate dalle microspie – anche se parlano di «insegnare il galateo»: sono quelle di uomini assetati di potere e di sangue, pronti a tutto pur di impone la loro forza sul gruppo ormai perdente. L’armamentario è quello classico di Cosa nostra, che col galateo ha ben poco a che vedere: dalla pianificazione di […]
Soldi a palate con estorsioni e videopoker.
Operazione,Monte,Reale,arresti,clan,San,Giuseppe,Jato
Slot ed estorsioni. Sarebbero stati questi — oltre ad un investimento in una piantagione di marijuana — i business gestiti dal mandamento di San Giuseppe Jato. Se le richieste di pizzo servono ai clan soprattutto per mantenere il controllo sul territorio, in una fase di crisi come questa, è piuttosto dal gioco e dalla droga […]
I boss sull’orlo della crisi scoprono la marijuana. “Puntano all’oro verde”.
Operazione,Monte,Reale,arresti,clan,San,Giuseppe,Jato
«Le piantiamo sotto le prugne», assicuravano i “tecnici”. E i boss di San Giuseppe Jato erano soddisfatti. Per la prima volta, le intercettazioni entrano nei segreti dell’ultimo business di Cosa nostra. L’oro verde, le piantagioni di marijuana. Il boss Ignazio Bruno aveva fatto un vero e proprio studio di mercato prima di investire in 900 […]
Le raffinerie di eroina che segnarono l’epoca d’oro dei clan.
Operazione,Monte,Reale,arresti,clan,San,Giuseppe,Jato
Negli anni Settanta, l’eroina targata Cosa nostra percorreva 8.395 chilometri due volte al mese. La distanza fra Ankara, Turchia, e New York, little Italy, era il segno del potere per il clan dei siciliani. Adesso, invece, la droga della mafia siciliana è a chilometro zero. Non arriva più morfina base dalla Turchia, con pagamenti bonificati […]
Professione rapinatore ecco i nuovi finanziatori di Cosa nostra.
Rapina,poliziotto,Cosa,nostra,Palermo
Fino a quando il denaro delle estorsioni bastava a mantenere le famiglie dei carcerati e a finanziare i business illeciti delle famiglie mafiose non c’era bisogno di rischiare di finire in carcere per rapina, non c’era bisogno di fare “scruscio” nel quartiere. Ora che le casse dei boss piangono, pur di avere i “piccioli”, le […]
