L’allarme arriva dal Viminale. Assegnata la scorta a Lucia Borsellino che, da assessore, avrebbe toccato interessi oscuri. La famiglia: “Non intendiamo commentare”.
località: Palermo
Una fonte rivela: Cosa nostra progetta un attentato a Lucia Borsellino.
Il Ministero dell’Interno dispone la protezione armata a favore della figlia del magistrato ed ex assessore regionale alla salute. Non è chiaro se l’allarme sia scattato per una confidenza o se ci siano intercettazioni. L’allerta, forse, raccolta da un servizio segreto estero.
“Aziende confiscate che funzionano. Sono considerate un oltraggio dai boss”.
L’hanno definita il giudice che toglie i soldi ai mafiosi. Silvana Saguto, Presidente della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo, ha fatto passare allo Stato un patrimonio sterminato. “Molta imprenditoria siciliana è malata, la presenza dei clan non crea sviluppo”.
Sequestrato il tesoretto del capomafia di Bagheria.
Sequestro,beni,Gino,De Salvo,clan,Bagheria
Il nuovo reggente del mandamento mafioso di Bagheria, Gino Di Salvo, era riuscito ad occultare un piccolo tesoretto: quattrocentomila euro in venti conti correnti bancari che i carabinieri del nucleo investigativo han-no individuato e sequestrato insieme ad un appartamento a Bagheria, alcuni lotti di terreno e quattro autovetture.
Arrestati in 11: “Aiutavano il superlatitante”.
Operazione,Ermes,Fiancheggiatori,Messina,Denaro,arresti
Con zappa e martello il vecchio capomafia seppelliva nelle campagne di Mazara i bigliettini diretti al superlatitante: l’imprendibile Matteo Messina Denaro. E dunque il super-boss di Castelvetrano, a cui si attribuiscono capitali miliardari e protezioni indicibili, si affida ancora ai vecchi metodi dei pastori mafiosi: ricotta, cicoria e pizzini.
“Protezioni e viaggi all’estero ma lo prenderemo presto”.
Operazione,Ermes
Teresa Principato, il procuratore aggiunto che insieme ai sostituti Paolo Guido e Carlo Marzella, guida la caccia alla primula rossa, ammette: «Anch’io, un anno e mezzo fa quando abbiamo arrestato sua sorella Patrizia mi sono detta: “Ormai è fatta, uscirà allo scoperto”. E invece mi sbagliavo. Aveva ragione il dichiarante Lorenzo Cimarosa che ci ha […]
Parchi eolici e fondi Ue, ecco gli affari dei fedelissimi.
Operazione,Ermes,Messina,Denaro,fiancheggiatori
L’affare più importante per ‘u zu Vitu coffa, il vecchio capo-mafia Vito Gondola, fu la realizzazione del parco eolico “Vento di vino”, a Mazara. Ma non fu facile mettere ordine. Perché quell’affare faceva gola a tanti. Questo dicono le microspie del Ros e del Reparto operativo di Trapani.
“I pizzini arrivati in carrozza”. Così funzionava la rete creata da Messina Denaro.
Operazione,Ermes,fiancheggiatori,Messina,Denaro,arresti
Sembrano usciti da un romanzo di Andrea Camilleri gli uomini che proteggevano la latitanza di Matteo Messina Denaro, il boss delle stragi che sembra imprendibile dal 1993. ‘U zu Vitu coffa, l’anziano capomafia di Mazara Vito Gondola, e il giovane imprenditore Michele Terranova, titolare di un caseificio molto apprezzato nel Trapanese.
Il sacerdote e una donna le nuove piste nella caccia all’ultimo boss imprendibile.
Operazione,Ermes,Messina,Denaro,fiancheggiatori
Matteo c’è e non c’è. Vicino o lontano, a volte non si sente nemmeno il suo odore. Ancora un po’ e supera per latitanza anche Totò Riina, il capo dei capi di Corleone che ricercato e libero è rimasto per un quarto di secolo.
La procura conferma il teorema Buscetta . “Mafia piramidale ma lui non è il capo”.
Operazione,Ermrs,Messina,Denaro,fiancheggiatori
L’ultimo grande latitante di Cosa nostra, il boss inafferrabile a cui tutti danno la caccia, è un capomafia «pienamente operativo», come lo definisce il direttore del Servizio centrale operativo della polizia Renato Cortese, ma solo o principalmente nel suo regno, la provincia di Trapani. Perché Matteo Messina Denaro non è il capo assoluto di Cosa […]
