L’ultimo grande latitante di Cosa nostra, il boss inafferrabile a cui tutti danno la caccia, è un capomafia «pienamente operativo», come lo definisce il direttore del Servizio centrale operativo della polizia Renato Cortese, ma solo o principalmente nel suo regno, la provincia di Trapani. Perché Matteo Messina Denaro non è il capo assoluto di Cosa […]
località: Palermo
Arrestati in 11: “Aiutavano il superlatitante”.
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Con zappa e martello il vecchio capomafia seppelliva nelle campagne di Mazara i bigliettini diretti al superlatitante: l’imprendibile Matteo Messina Denaro. E dunque il super-boss di Castelvetrano, a cui si attribuiscono capitali miliardari e protezioni indicibili, si affida ancora ai vecchi metodi dei pastori mafiosi: ricotta, cicoria e pizzini.
“Protezioni e viaggi all’estero ma lo prenderemo presto”.
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Teresa Principato, il procuratore aggiunto che insieme ai sostituti Paolo Guido e Carlo Marzella, guida la caccia alla primula rossa, ammette: «Anch’io, un anno e mezzo fa quando abbiamo arrestato sua sorella Patrizia mi sono detta: “Ormai è fatta, uscirà allo scoperto”. E invece mi sbagliavo. Aveva ragione il dichiarante Lorenzo Cimarosa che ci ha […]
Parchi eolici e fondi Ue, ecco gli affari dei fedelissimi.
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L’affare più importante per ‘u zu Vitu coffa, il vecchio capo-mafia Vito Gondola, fu la realizzazione del parco eolico “Vento di vino”, a Mazara. Ma non fu facile mettere ordine. Perché quell’affare faceva gola a tanti. Questo dicono le microspie del Ros e del Reparto operativo di Trapani.
“I pizzini arrivati in carrozza”. Così funzionava la rete creata da Messina Denaro.
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Sembrano usciti da un romanzo di Andrea Camilleri gli uomini che proteggevano la latitanza di Matteo Messina Denaro, il boss delle stragi che sembra imprendibile dal 1993. ‘U zu Vitu coffa, l’anziano capomafia di Mazara Vito Gondola, e il giovane imprenditore Michele Terranova, titolare di un caseificio molto apprezzato nel Trapanese.
Noce, il racket torna a colpire raid alla vigilia dell’inaugurazione.
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Il racket torna a colpire un negozio ancora da inaugurare. Una bottiglia con benzina è stata lanciata contro la saracinesca di “Zero glutine life”, in piazza Principe di Camporeale 30, provocando un incendio che ha annerito la serranda, ha infranto una vetrata e annerito i locali all’interno. Lo scoppio ha svegliato i residenti della piazza […]
Beni di mafia, il giudice si rivolge alla Consulta.
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Il marchio della condanna per mafia o della misura di prevenzione si porta appresso tante altre possibili conseguenze penali: ma per quella che è legata alla mancata comunicazione al Nucleo di polizia tributaria delle variazioni patrimoniali c’è un sospetto di incostituzionalità. Un giudice di Palermo solleva così la questione davanti alla Consulta.
Vito Galatolo sul mercato palermitano:«Sui Tir frutta ma pure armi».
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Sui Tir carichi di frutta diretti dalla Campania a Palermo c’erano anche casse piene di armi. Ne sa qualcosa Vito Galatolo, il pentito della famiglia dell’Acquasanta che ha raccontato agli inquirenti preziose notizie sul mercato ortofrutticolo di Palermo e sui legami con le cosche napoletane.
Don Puglisi, danni e un furto nel cantiere della chiesa. “Un’altra intimidazione”.
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Non sono trascorse nemmeno due settimane dall’inizio del cantiere per la realizzazione della nuova chiesa intitolata al beato Pino Puglisi che i vandali sono entrati in azione, danneggiando un escavatore della ditta Tecnico Scavi e rubando oltre 200 litri di gasolio da due macchine per il movimento terra. Gli inquirenti non escludono che si tratti […]
Mafia: condannato in appello Ciro Caravà.
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La Corte d’appello di Palermo ha condannato a nove anni di carcere l’ex sindaco di Campobello di Mazara in provincia di Trapani, Ciro Caravà, processato per concorso in associazione mafiosa. Accusa dalla quale l’ex primo cittadino era stato assolto in primo grado, il 6 febbraio 2014, dal Tribunale di Marsala (collegio presieduto da Gioacchino Natoli). […]
