Famiglie in bolletta, dopo i no delle banche aumentano le richieste alle finanziarie. Un terzo dei soldi serve a coprire le spese correnti. 20 mila euro è l’importo medio di denaro ottenuto a testa in Sicilia attraverso la cessione del quinto. 11 mila euro, invece, l’importo medio del prestito personale. Secondo Bankitalia cresce il rischio […]
località: Palermo
Clan senza soldi, la protesta delle donne di mafia.
La cassa assistenza per le famiglie dei boss detenuti è in crisi di liquidità. Le intercettazioni svelano tagli pesanti e le voci furenti di mogli, madri e sorelle di picciotti e reggenti in cella. Ecco la contabilità della “mutua”.
Fedelissime, capi bastone, ribelli tutte le signore di Cosa nostra.
Da Patrizia Messina Denaro a Daiana De Lisi, da Monica Vitale a Giovanna Galatolo, Chi comanda in silenzio, chi non risparmia insulti ai pentiti, chi, invece, decide di non voler uscire dall’organizzazione.
Così pagavamo il pizzo ai boss”. Le ammissioni dei commercianti da viale Strasburgo all’Arenella.
Dopo il blitz di San Lorenzo, una sessantina gli operatori economici convocati dagli inquirenti. 34 di loro confermano i versamenti al racket. “Aspettavamo la vostra chiamata da mesi”, “Non avevo il coraggio di farmi avanti”, alcuni dei commenti degli imprenditori che stanno collaborando.
L’irriducibile al 41 bis svela l’ultima mappa dei clan ecco chi comanda dal Borgo a Santa Maria di Gesù.
Giovanni Di Giacomo.
L’ultimo padrino di Cosa Nostra, Giovanni Di Giacomo, non usa mezze parole nel carcere di Parma. Il boss parla con il fratello a ruota libera, dicendo chi frequentare, come comportarsi e chi evitare. Nelle intercettazioni, i carabinieri hanno ascoltato in diretta i nomi degli ultimi padrini e le nuove mosse dei clan.
Il boss cerca tritolo “per fare un botto”.
Giovanni Di Giacomo,
Un confidente dice che il capo di Porta Nuova stia cercando vendetta e vorrebbe colpire un uomo dello Stato. Il verbale è stato trasmesso alle Procure di Caltanissetta, Palermo e Catania.
I giudici: “Così Mercadante scelse di avere rapporti con Cosa Nostra”.
Giovanni Mercadante.
Durissima la prima sezione della Corte d’Appello di Palermo che, nelle motivazioni della sentenza che lo ha condannato a 10 anni e 8 mesi, stabilisce che Giovanni Mercadante avrebbe fatto parte dell’associazione mafiosa e che dovrebbe a Cosa nostra non solo la sua ascesa professionale ma anche quella politica.
“È una pedina dei boss”. Sequestro da dieci milioni c’è anche il Bar del Bivio.
Salvatore Arena,sequestro,beni,rapporti,mafia
Secondo gli investigatori dei carabinieri del nucleo investigativo, il “Bar del Bivio” e l’atelier Splendore, punto di riferimento di tutte le spose della zona compresa tra Segheria, Villabate e Ficarazzi, sono frutto di reimpiego di proventi illeciti delle cosche mafiose di Villabate e il loro titolare, Salvatore Arena, anche se assolto in secondo grado, è […]
“Riunioni di mafia nella sede dei Pip”.
Salvatore Asaro
«Riunioni di mafia nella sede dei Pip». La rivelazione arriva dal neo-collaboratore di giustizia Salvatore Asaro, fino a poco tempo fa uomo del mandamento di Porta Nuova. A raccogliere la testimonianza, di cui parla il mensile “S”, è stata il pubblico ministero Caterina Malagoli.
La Dia: capi di Cosa nostra pronti a fare la guerra.
Relazione,Dia,Sicilia
Cosa Nostra, suo malgrado, vive una fase di «frenetica trasformazione» e di «continui avvicendamenti al vertice», imposti da operazioni e arresti. Questa la ‘fotografia” fornita ieri al Parlamento dalla Dia, la Direzione investigativa antimafia, nella relazione sull’attività svolta nel secondo semestre dello scorso anno. Tra le righe, anche l’allarme pei la possibile riemersione di boss […]
