Parlano il pentito e pure le vittime. Blitz a Palermo con quattro fermi.

Parlano il pentito e pure le vittime. Blitz a Palermo con quattro fermi.

I loro nomi erano già noti da quasi due mesi: ne aveva parlato l’ultimo pentito di Cosa nostra, Manuel Pasta, li avevano riportati i giornali, con dovizia di particolari, eppure loro continuavano tranquillamente a chiedere il pizzo, a piazzare l’attak ai «morosi» e a riscuotere porta a porta. Tanto da spingere i carabinieri e la […]

Ingroia: “Ora i mafiosi cominciano ad avere paura”

Ingroia: "Ora i mafiosi cominciano ad avere paura"

A Palermo gli uomini del racket hanno paura. Vorrebbero fare la voce grossa, intimidire i commercianti, ma sono soprattutto loro a temere denunce e arresti. Pesa per bene le parole, il procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia, ma nonostante le cautele («attenzione, la mafia non è ancora in ginocchio»), non nasconde un po’ di ottimismo.

Mafia, inchiesta sui servizi caccia alle spie infedeli che favorirono le stragi.

Mafia, inchiesta sui servizi caccia alle spie infedeli che favorirono le stragi.

I Servizi segreti indagano sui servizi segreti. Con vent’anni dì ritardo, anche loro, soprattutto loro. si guardano dentro. Cercano le spie infedeli, danno la caccia a chi voleva morti Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. C’è un’indagine interna, segretissima naturalmente, che in queste ultime due settimane sta mettendo sottosopra gli ambienti dell’intelligence italiana.

Solo un poliziotto cerca ora la verità.

Solo un poliziotto cerca ora la verità.

Mafia e non solo mafia. Per Giovanni Falcone, per Paolo Borsellino, per tutti i cadaveri eccellenti che hanno segnato il calvario di Palermo. La mafia siciliana è stata il braccio armato. I nomi degli altri mandanti sono nascosti in carte abbandonate o perdute, dimenticate, eliminate o fatte sparire. Come quelle sul mancato attentato all’Addaura del […]

Soldi a usura e ricatti sessuali, avvocato condannato.

Soldi a usura e ricatti sessuali, avvocato condannato.

La vicenda risale al 2004, poi il coraggio della donna e la conseguente denuncia. Ieri la sentenza che condanna Giacomo Badami a cinque anni per usura e violenza sessuale, più l’interdizione perpetuta dai pubblici uffici. Provvisionale di 30mila euro alla vittima e 14mila euro alla Fondazione Antiusura Padre Pino Puglisi, costituitasi parte civile.