E’ stata sequestrata dal centro operativo della direzione investigativa antimafia di Palermo una società cooperativa, del valore di oltre un milione di euro, riconducibile a Pietro La Fata commerciante di 81 anni. L’azienda, è indicata dagli investigatori come un “collettore di interessi mafiosi” al mercato ortofrutticolo di Palermo.
Dossier: Rassegna Stampa
Cosca Bellocco, 26 fermi “Scoperchiato connubio politica-cosche”.
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Un’operazione dei carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria ha portato all’esecuzione di 26 decreti di fermo emessi dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria a carico di appartenenti alla cosca di ‘ndrangheta dei Bellocco operativa a San Ferdinando, centro sulla costa tirrenica reggina. Le accuse, a vario titolo, sono associazione mafiosa, traffico di droga, […]
Sette a giudizio e tre chiedono di patteggiare.
Operazione Intreccio,spaccio,droga,Messina,abbreviato
Sette rinvii a giudizio e tre patteggiamenti sono stati disposti dal gip Maria Luisa Materia al termine dell’udienza preliminare dell’operazione “Intreccio” che ha trattato l’attività di spaccio di droga di un gruppo che sarebbe stato in grado di rifornire sia il mercato messinese che gruppi criminali catanesi di cocaina, hashish e marijuana. Altri sette saranno […]
Mafia di Biancavilla, sventati due omicidi.
Operazione Garden,mafia,Biancavilla,omicidi
L’operazione Garden, scattata all’ alba di sabato, sull’asse Biancavilla-Adrano, a cura della Squadra mobile, del Commissariato di Adrano e dai carabinieri del Nucleo investigativo del comando Provinciale ha consentito agli investigatori di sventare due omicidi e di sequestrare un arsenale. Il blitz — all’appello manca un soggetto irreperibile — ha portato al fermo di sei […]
Quattro chili di marijuana. Un arresto.
Valentino Vadalà,arresto,marijuana
A Scaletta Zanclea i carabinieri hanno arrestato Valentino Vadalà, 28 anni e sequestrato quasi quattro chili di marijuana. Il giovane trasportava la droga a bordo di una moto Ape.
Stato-mafia, no ai boss al Quirinale: Riina e Bagarella non saranno all’udienza.
Processo,trattativa,Stato,mafia,deposizione,Napolitano
La Corte d’assise di Palermo ha deciso: Salvatore Riina e Leoluca Bagarella non potranno assistere all’udienza che si terrà al Quirinale, neanche attraverso il collegamento in videoconferenza dai penitenziari dove sono detenuti, Parma e Nuoro. Resterà fuori anche l’ex ministro Nicola Mancino, pure lui imputato del processo trattativa.
Capizzi, confiscati beni per oltre 3 milioni a un imprenditore.
Vincenzo farinella,confisca,beni,appello
Passano nelle mani dello Stato beni per tre milioni e mezzo di euro riferibili all’imprenditore di Capizzi, Vincenzo Farinella, 52 anni, ritenuto contiguo alla cosca di Mistretta.Il Tribunale di Messina, a seguito di una complessa attività di indagine portata avanti dalla Sezione Operativa della Dia di Messina, ha emesso un provvedimento di confisca di beni […]
Il pm: “Mannino temeva di morire. Da lui parti la trattativa con i boss”.
processo,trattativa, Stato,mafia,Mannino
La tesi poggia su una serie di fatti messi in fila, concatenati non solo dalla logica ma da una serie di indizi, per la ricostruzione di un disegno criminoso — quello della trattativa fra lo Stato e Cosa nostra — che si sarebbe messo in moto proprio grazie a lui, Calogero Mannino.
“In Tribunale per capire chi mi ha venduto”. La sfida di Riina al Colle.
Processo,trattativa,Stato,mafia,Riina,udienza
Totò Riina,condannato a una ventina di ergastoli, sacrificato sull’altare di un patto che lui non voleva, catturato in circostanze mai chiarite, quello che per due decenni è stato indicato come il capo dei capi a 84 anni (li farà il prossimo 16 novembre) e un destino segnato anche per tutta la sua marmaglia, ormai ha […]
Il pm: “Mannino temeva di morire. Da lui parti la trattativa con i boss”.
processo,trattativa, Stato,mafia,Mannino
La tesi poggia su una serie di fatti messi in fila, concatenati non solo dalla logica ma da una serie di indizi, per la ricostruzione di un disegno criminoso — quello della trattativa fra lo Stato e Cosa nostra — che si sarebbe messo in moto proprio grazie a lui, Calogero Mannino.
