Da Patrizia Messina Denaro a Daiana De Lisi, da Monica Vitale a Giovanna Galatolo, Chi comanda in silenzio, chi non risparmia insulti ai pentiti, chi, invece, decide di non voler uscire dall’organizzazione.
Dossier: Rassegna Stampa
Così pagavamo il pizzo ai boss”. Le ammissioni dei commercianti da viale Strasburgo all’Arenella.
Dopo il blitz di San Lorenzo, una sessantina gli operatori economici convocati dagli inquirenti. 34 di loro confermano i versamenti al racket. “Aspettavamo la vostra chiamata da mesi”, “Non avevo il coraggio di farmi avanti”, alcuni dei commenti degli imprenditori che stanno collaborando.
Il boss cerca tritolo “per fare un botto”.
Giovanni Di Giacomo,
Un confidente dice che il capo di Porta Nuova stia cercando vendetta e vorrebbe colpire un uomo dello Stato. Il verbale è stato trasmesso alle Procure di Caltanissetta, Palermo e Catania.
L’irriducibile al 41 bis svela l’ultima mappa dei clan ecco chi comanda dal Borgo a Santa Maria di Gesù.
Giovanni Di Giacomo.
L’ultimo padrino di Cosa Nostra, Giovanni Di Giacomo, non usa mezze parole nel carcere di Parma. Il boss parla con il fratello a ruota libera, dicendo chi frequentare, come comportarsi e chi evitare. Nelle intercettazioni, i carabinieri hanno ascoltato in diretta i nomi degli ultimi padrini e le nuove mosse dei clan.
I giudici: “Così Mercadante scelse di avere rapporti con Cosa Nostra”.
Giovanni Mercadante.
Durissima la prima sezione della Corte d’Appello di Palermo che, nelle motivazioni della sentenza che lo ha condannato a 10 anni e 8 mesi, stabilisce che Giovanni Mercadante avrebbe fatto parte dell’associazione mafiosa e che dovrebbe a Cosa nostra non solo la sua ascesa professionale ma anche quella politica.
Arrestato Aldo Gionta a Pozzallo il “boss poeta” era in fuga per Malta.
Aldo Gionta
Specialista nei travestimenti, Aldo Gionta, reggente dell’omonimo clan Di Torre Annunziata, è stato bloccato all’imbraco con tre persone. L’uomo è accusato di associazione a delinquere di tipo mafioso ed era ricercato dal giugno scorso in seguito ad un provvedimento di fermo della DDa di Napoli.
Vent’anni di impegno e lotta all’usura.
Fondazione Antiusura Padre Pino Puglisi.
La Fondazione Antiusura Padre Pino Puglisi, che opera su tutto il territorio siciliano, rappresenta uno strumento di contrasto alle varie forme di criminalità organizzata. Sintesi di vari soggetti, garantisce gli istituti di credito convenzionati, al fine di salvaguardare dal rischio usura soggetti indebitati, assiste ed accompagna le vittime di usura alla denuncia, esercita attività di […]
“Colpo” al patrimoni del boss Falsone.
Giuseppe Falsone.
Sequestrati e confiscati beni per un valore di oltre sei e milioni e mezzo di euro al boss Giuseppe Falsone, all’imprenditore Giovanni Marino, a Giuseppe Capizzi e all’imprenditore deceduto Ferdinando Bonanno.
‘Ndrine infiltrate a Goia Tauro. Scattano diciotto nuovi arresti.
Operazione Puerto Liberado 2.
Sviluppi nella prima inchiesta della GdF. Indagini incentrate sugli arrivi della cocaina dal Sud America fino in Calabria. Sequestrate anche ville e terreni per 10 milioni.
Le mani della mafia sulla gestione dei videopoker.
Liuzzo Scorpo.
Sequestrata a Piedimonte una ditta che noleggia macchinette da videopoker, riconducibile per gli inquirenti al tortoriciano Gaetano Liuzzo Scorpo. Sotto amministrazione giudiziaria un patrimonio da mezzo milione di euro. L’uomo sarebbe legato al clan siracusano Trigila.
