Commercianti, medici e avvocati si rivolgevano alle tre bande di pusher sgominate e finite sotto processo. Lo smercio degli stupefacenti, cocaina ed hascisc, tra i bar e i locali del Capo. Tre imputati sono stati scagionati dall’accusa di associazione a delinquere.
Dossier: Rassegna Stampa
Tentano un’estorsione. In cella due pregiudicati.
Avrebbero chiesto il pizzo a un centro scommesse dell’Uditore. La vittima ha contribuito ad inchiodarli.
L’ex senatore PdL Di Girolamo concorda cinque anni il pm.
Di Girolamo.
Di Girolamo era stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare per associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio, per violazione della legge elettorale e per scambio elettorale aggravato dal metodo mafioso. L’ex senatore ha ottenuto i domiciliari e dovrà restituire 4 milioni e 700mila euro.
Quel prete umile che lottò per ottenere legalità.
Don Pino Puglisi, Fondazione P. Pino Puglisi.
In occasione del diciasettesimo anniversario della morte di Padre Pino Puglisi, ucciso nel 1993 dalla mafia, la Fondazione Antiusura Padre Pino Puglisi – Onlus, nel corso di un incontro al Comune di Messina, ha ricordato la figura del sacerdote attraverso la presentazione di un libro, dedicato allo stesso Don Puglisi, e fatto il punto sull’attività […]
La faida dei boschi ora è una questione di business.
Faida dei boschi
Una strategia di prevenzione contro una guerra mafiosa che interessa le province di Catanzaro, Reggio e Vibo e che minaccia di estendersi in tutta la Calabria. Un coordinamento tra le Prefetture per arginare un fenomeno che punta ai grandi appalti, al turismo e all’eolico.
Cadonno le aggravanti. Rizzicasa e Sbeglia liberi.
Mafia e appalti
Le aggravanti di mafia sono venute meno e anche i termini di custodia si sono ridotti: sono liberi per questo, da alcuni giorni, Vincenzo Rizzacasa e Salvatore Sbeglia, arrestati in giugno con l’accusa di fittizia intestazione di beni nell’indagine «Mafia e appalti», coordinata da Roberto Scarpinato.
Il giudice: “provate le estorsioni e i voti comprati da Antinoro”.
Processo "Eos"
In 948 pagine, depositate ieri mattina, il Gup Mario Conte spiega perché ha condannato a 225 anni 23 imputati, riconosciuti colpevoli, il 30 luglio scorso, di avere fatto parte di Cosa nostra e di avere realizzato estorsioni a tappeto, oltre che di avere tenuto un arsenale a Villa Malfitano.
Un’altra “tegola” per Vito Nicastri. Chiesta per lui la sorveglianza speciale.
Vito Nicastri,eolico,Matteo Messina Denaro
Il sequestro dei beni (un miliardo e mezzo di euro) per Vito Nicastri – l’ex elettricista di Alcamo divenuto, in un ventennio, il «Signore del vento» – non è l’unico guaio: mentre la Dda di Palermo sta tracciando i contatti avuti con boss e politici, anche fuori dalla Sicilia, il direttore della Dia e la […]
Droga, chiesto il giudizio per ventiquattro indagati.
Operazione "Stangata"
Il sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia Giuseppe Verzera ha chiesto il rinvio a giudizio per 24 indagati dell’operazione “Stangata”. Al centro del blitz condotto dai carabinieri del reparto operativo due gruppi che spacciavano droga a Giostra e nei pressi di piazza Unione Europea.
Il business delle licenze da rivendere la green economy feudo delle cosche.
Eolico,mafia
Gli investigatori lo chiamano il paradiso delle cosche. Il business delle energie rinnovabili, dall’eolico al fotovoltaico, è sotto accusa. E non potrebbe essere altrimenti, almeno a sentire il procuratore capo di Palermo Messineo: «Mi meraviglierei se in Sicilia non ci fosse infiltrazione mafiosa in attività così redditizie».
