Si registra la prima defezione nell’ambito della famiglia più potente di Cosa nostra fuori dalla Sicilia. Oreste Pagano, arrestato nel ’98 nell’ambito dell’operazione Omertà e uomo di fiducia di Alfonso Caruana, ha deciso di collaborare con la giustizia, raccontando tutto sui traffici di droga delle famiglie Caruana e Cuntrera. Il nuovo collaboratore annuncia anche rivelazioni […]
Dossier: Rassegna Stampa
Requisiti i beni di Sollima
Requisiti i beni di Sollima
Il Gico della guardia di finanza ha sequestrato beni per il valore di oltre un milardo e mezzo, appartenenti a Letterio Sollima, 56 anni di S.Lucia sopra Contesse, cognato di Luigi Sparacio. Si tratta di 8 appartamenti, 2 automezzi, numerosi conticorrenti e depositi e titoli postali.
Il boss scovato nel nascondiglio a cinque stelle
Il boss scovato nel nascondiglio a cinque stelle
Giuseppe Pesce, 45 anni, dieci dei quali trscorsi in tranquilla latitanza, capo del clan omonimo con base in Rosarno, è stato arrestato dai carabinieri. Il boss è stato rintracciato in un nascondiglio dotato di ogni comfort.
‘Deve scontare una pena di 8 anni’. Arrestato l’ex collaboratore Spatola
'Deve scontare una pena di 8 anni'. Arrestato l'ex collaboratore Spatola
Rosario Spatola, 50 anni, ex collaboratore di giustizia, deve scontare una pena di otto anni per una condanna definitiva per droga, armi e falsificazione di denaro. L’ex collaboratore divenne famoso dal momento che svelò al giudice Borsellino i segreti della mafia del trapanese. Viveva da alcuni mesi a Barcellona in regime di detenzione domiciliare.
Trapani, scoperto un covo di Virga. Ma il superlatitante sfugge alla cattura
Trapani, scoperto un covo di Virga. Ma il superlatitante sfugge alla cattura
Blitz della polizia alle porte di Bonagia. Lì, per circa sei mesi, avrebbe trovato ospitalià il boss ricercato da cinque anni. La primula rossa aveva già capito che quel rifugio era diventato inutilizzabile: la mobile lo aveva individuato. Il proprietario della villetta, Francesco Castiglione, è stato arrestato con l’accusa di favoreggiamento.
‘Mafia ed estrosioni a Gela’. La Corte d’Assise d’Appello conferma 15 condanne
'Mafia ed estrosioni a Gela'. La Corte d'Assise d'Appello conferma 15 condanne
Confermate 15 condanne nel processo d’appello, denominato ‘Iaglietti + 44’, contro 24 imputati gelesi, accusati di associazione mafiosa ed estorsione.
S.Giuseppe, attentato contro l’impresa che costruisce l’auditorium della media
S.Giuseppe, attentato contro l'impresa che costruisce l'auditorium della media
Il racket mafioso torna a colpire a S.Giuseppe Jato. Nel mirino dei banditi un appalto da un miliardo e mezzo vinto dall’azienda nissena Luigi Anzalone, che lavora per completare l’edificio inaugurato nel settembre scorso.
Pesanti le accuse per l’imprenditore Enzo Pergolizzi
Pesanti le accuse per l'imprenditore Enzo Pergolizzi
Da manovale a imprenditore edile in odor di mafia. Questa in breve la storia Vincenzo Pergolizzi, 46 anni di Pace del Mela. Pergolizzi è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa al clan Pillera – Cappello, al clan barcellonese facente capo a Giuseppe Gullotta e a quelli messinesi controllati da Mario Marchese e Luigi Sparacio, […]
‘Il 41 bis non può essere eterno’. Prima sentenza di annullamento.
'Il 41 bis non può essere eterno'. Prima sentenza di annullamento.
Il Tribunale di sorveglianza di Roma revoca il carcere duro a due presunti boss. Finora i giudici si erano dichiarati incompetenti ad intervenire su restrizioni di tipo amministrativo imposte dal Ministero di Grazia e giustizia. A beneficiare della decisione i reclusi Antonino Gargano, accusato della strage di Natale del 1981 a Bagheria e Carmelo Calabrò […]
‘Mafia ai cantieri navali e omicidi’. Chieste 10 condanne all’eragastolo
'Mafia ai cantieri navali e omicidi'. Chieste 10 condanne all'eragastolo
Dieci ergastoli e nove richieste per complessivi 120 anni di carcere, sono queste le proposte che i pubblici ministeri Musso e Teresi hanno avanzato ieri, nel processo per le infiltrazioni mafiose ai cantieri navali e per due omicidi avvenuti nel 1989. IL processo era nato grazie alle dichiarazioni dell’operaio Gioacchino Basile.
