Il primo banco di prova, e il più impegnativo, sarà a casa sua il 5 febbraio, per la festa di Sant’Agata. «Basta a inchini e confraternite ambigue». L’arcivescovo di Catania, Salvatore Gristina, sceglie questo esordio per il suo nuovo incarico di presidente della Conferenza episcopale siciliana. Papa Francesco ha ormai indicato la strada in maniera […]
località: Palermo
Galatolo: il progetto per uccidere Di Matteo è ancora aperto, il tritolo è ben nascosto.
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«Il discorso è ancora aperto, dottore. È sempre in corso. Fino a quando non si trova l’esplosivo lei è a rischio… e Vincenzo Graziano mi ha detto che l’esplosivo lo avrebbe nascosto dove non l’avrebbero mai individuato». Vito Galatolo parla del progetto di attentato al pm Nino Di Matteo, con Di Matteo che lo ascolta, […]
Processo Mori, chiesti 4 anni e mezzo di carcere ma cade l’aggravante per la trattativa Stato-mafia.
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Gli ex ufficiali dei carabinieri Mario Mori e Mauro Obinu non avrebbero lasciato sfuggire alla cattura Bernardo Provenzano nell’ottobre del 1995 in virtù della trattativa Stato-mafia. Li definisce “scandalosamente inerti” il procuratore generale di Palermo Roberto Scarpinato, che ha concluso così la prima parte della requisitoria al processo contro il generale Mori e il colonnello […]
La vendita delle villette a Mondello e la “rete” dei rapporti in città.
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Per i costruttori-boss erano l’ennesimo affare: due villette bifamiliari in via Miseno. Adesso che sono state sequestrate so¬no diventate una storia esemplare. Perché in ogni passaggio di questa operazione l’avvocato Marcatajo ha messo in campo la sua rete di contatti.
Dal mattone al tritolo per Di Matteo. La saga dei Graziano, costruttori in Ferrari.
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L’avvocato Marcatajo «ipotizzava» (l’espressione è sua) che i Graziano avessero amici influenti persino al palazzo di giustizia. «Io mi sono letto attentamente la sentenza d’assoluzione di Francesco… niente, ci sono sei, sette comportamenti, leghi tutti e sette con estremo buonismo… io posso ipotizzare». E citava un magistrato: «Conosceva sia la famiglia della madre… del padre, […]
Falsi acquisti di case e fallimenti pilotati così Marcatajo riciclava.
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L’avvocato Marcello Marcatajo fingeva di acquistare appartamenti dei costruttori mafiosi Graziano, oppure stipulava mutui che venivano pagati con i soldi dei boss. Metteva in giro anche un vortice di assegni. Era davvero un perfetto manager del riciclaggio per conto degli imprenditori-boss dell’Acquasanta. La sua ultima alzata di ingegno (criminale) non ha precedenti nella storia della […]
E Galatolo disse ai pm: ho venduto dei box per comprare il tritolo da usare per Di Matteo.
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È stato lui stesso poi a spiegare più volte ai magistrati di non sapere quanti milioni abbia posseduto: «Volete sapere la verità? Di preciso io non so come liquido quanto c’ho, perché gestiscono loro». «Loro» sarebbero i Graziano. Eppure. – anche su disposizione del boss latitante Matteo Messina Denaro – si sarebbe trattato di progettare […]
«C’è una palude di professionisti pronti a fare arricchire i boss».
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«La mafia guazza in una palude di cui fa parte anche il mondo delle professioni, pronto a mettere a disposizione le proprie conoscenze per reinvestire e riciclare capitali illeciti con lo scopo di consentire all’organizzazione criminale di moltiplicare i guadagni». Il procuratore aggiunto Vittorio Teresi, che ha coordinato l’inchiesta sfociata nel blitz della guardia di […]
Figli, mogli, amici. I raccomandato vip dei beni confiscati.
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I raccomandati delle Misure di prevenzione erano davvero speciali. Amici del giudice Silvana Saguto e dei suoi figli. Ma anche amici dei loro amici. E che amici. Professionisti della città bene e rappresentanti delle istituzioni (a comincia¬re dal prefetto di Palermo). In tanti si rivolgevano all’influente presidente di sezione per piazzare qualcuno nelle aziende sequestrate […]
Il superstite della strage Chinnici “Saguto dovrebbe dimettersi non è degna di portare la toga”.
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«No, non è degna della toga di Terranova, Costa, Chinnici, Saetta, Livatino, Giacomelli, Cíaccio Montalto, Scopelliti, Falcone, Borsellino.. È il commento sconcertato di Giovanni Papacuri l’unico sopravvissuto all’autobomba che uccise il giudice Rocco Chinnici e che poi collaborò con Falcone e Borsellino.
