Uno sembrava un commesso viaggiatore. Jeans neanche di marca e giubbotto blu sempre chiuso: partiva all’alba da Palermo e andava in giro per la Sicilia con un’utilitaria, ma non aveva mai il telefonino. L’altro, invece, sembrava uscito dalla casa dei Grande Fratello: serate nei locali più in vista di Niscemi, maglie griffate e smartphone dell’ultima […]
località: Palermo
Un foglio svela la nuova mappa del pizzo in centro.
Racket,mappa,foglio,Palermo,centro
Un foglietto di carta con una ventina di nomi e a fianco delle cifre annuncia un nuovo terremoto giudiziario nel salotto buono della città. Perché i nomi sono quelli dei commercianti più in vista del centro, fra piazza Castelnuovo, via Ruggero Settimo, via Principe di Belmonte e piazza Massimo. E quel foglietto ha tutta l’aria […]
Condannati gli estorsori dello chef Natale Giunta.
Estorsione,ristorante,chef,Natale Giunta,processo, condanne
Sono stati condannati entrambi gli esattori del pizzo denunciati da Natale Giunta, chef noto per la sua partecipazione a programmi televisivi. Il Tribunale di Palermo ha inflitto sette anni e otto mesi a Giovanni Rao e sei anni e otto mesi ad Antonino Lucchese, che hanno sempre respinto le accuse benché riconosciuti in aula da […]
Confiscati beni a un 75enne coprì la latitanza di Provenzano.
Confisca,beni,postino,Provenzano
Beni per circa 15 milioni di euro sono stati confiscati dalla guardia di finanza a un settantacinquenne di Corleone accusato di avere coperto la latitanza di Bernardo Provenzano. I sigilli sono stati apposti a 44 terreni e 4 fabbricati, in esecuzione di un provvedimento emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale.
Non era un prestanome dei boss.
Processo,mafia,appalti,cassazione,assoluzione,Vincenzo Rizzicasa
L’imprenditore palermitano Vincenzo Rizzacasa è stato definitivamente assolto dalla Cassazione dall’accusa di essere un prestanome dei boss: la seconda sezione della Suprema corte ha confermato la decisione con cui la Corte d’appello di Palermo aveva già cancellato la condanna a 3 anni e 4 mesi, inflitta al costruttore in primo grado dal gup, col rito […]
Cassette di legno, sacchetti, parcheggi tutti i servizi gestiti da Cosa nostra.
Mercati,ortofrutta,filera,Cosa nostra,clan Galatolo
Al mercato ortofrutticolo di Palermo, il controllo dei boss iniziava all’ingresso. Il pentito Andrea Bonaccorso racconta che frutta e verdura dovevano entrare «nel modo giusto», ovvero quello deciso da Cosa nostra: «A partire dal 2000, le cassette di legno li dovevano prendere tutti da una persona vicina a Vito Galatolo». L’ex boss di Brancaccio ha […]
I boss al mercato ortofrutticolo fissano i prezzi della spesa e decidono cosa va a tavola.
Confisca,beni,clan,Galatolo,mercato,ortofrutticoli
A svelarlo sono stati alcuni pentiti, che hanno consentito alla Direzione investigativa antimafia di entrare nei misteri del mercato di Palermo: ieri mattina, sono scattati i sigilli perle società di cinque imprenditori ritenuti contigui al clan Galatolo. Si tratta di Angelo e Giuseppe Ingrassia, Pietro La Fata, Carmelo e Giuseppe Vallecchia.
La filiera criminale degli alimenti che raddoppia i costi per il cliente.
Mercato,ortofrutta,mafia,clan Galatolo
Un business, quello delle agro-Mafie, che in Sicilia macina 5 miliardi di euro all’anno. Quasi un terzo dei 14 miliardi che, secondo il dossier di Coldiretti-Eurispes, sono finiti nel 2013 nei forzieri delle organizzazioni criminali di tutta Italia. Fiumi di denaro strappati ai circuiti legali attraverso il racket, l’imposizione di manodopera, il caporalato, il danneggiamento […]
Processo trattativa: scoppia la polemica fra Direzione antimafia e pm di Palermo.
Trattativa,Stato,mafia,processo
Torna a soffiare il vento della tensione sul processo trattativa: la relazione annuale della Direzione nazionale antimafia su Cosa nostra nel 2013 sottolinea che la sentenza di assoluzione del generale Mario Mori e del colonnello Mauro Obinu rischia di fare a pugni col giudizio «Stato-mafia» il procuratore nazionale, Franco Roberti, getta acqua sul fuoco («Non […]
Il boss incassa gli affitti delle case confiscate.
Pietro Lo Sicco,beni,confiscati
Sulla carta, sono beni confiscati e dunque di proprietà dello Stato. In realtà, per quattordici anni sono stati gestiti dal vecchio proprietario, l’imprenditore e boss Pietro Lo Sicco, che ogni mese riscuoteva gli affitti attraverso suoi intermediari. È una vicenda paradossale quella che riguarda 22 immobili sparsi per la città.
