Ieri mattina un incendio ha colpito l’uliveto confiscato al palermitano Gaetano Sansone in contrada Seggio Torre a Castelvetrano e affidato dal Comune all’associazione «Libera». Tre anni addietro lo stesso terreno fu oggetto di un altro incendio che distrusse alcune piante d’ulivo.
testata giornalistica: GIORNALE DI SICILIA
Inchiesta trattativa, Procura divisa. Un pm non firma e lascia il pool.
Inchiesta,trattativa,Procura
Uno dei titolari del procedi¬mento non ci sta. Il pm Paolo Guido non firma l’avviso di conclusione delle indagini preliminari dell’inchiesta sulla cosiddetta trattativa fra Stato e mafia, ormai prossimo ad essere notificato dalla Procura di Palermo.
La Torre aveva documenti riservati. I pm riaprono l’indagine sul delitto.
Pio La Torre,delitto,indagini
Trent’anni dopo, si tornerà a indagare sull’omicidio di Pio La Torre. Lo ha deciso la Procura di Palermo, che ha raccolto gli appelli lanciati da intellettuali e giuristi sui possibili mandanti esterni del delitto. Ma che vuole anche approfondire una circostanza precisa. Riguardante cinque professori universitari, che avrebbero dovuto studiare le carte che Pio La […]
“Beni accumulati grazie alla mafia”. Scattano tre sequestri milionari.
Lo Bue,
Colpiti un fiancheggiatore di Provenzano, un affiliato al clan di Partinico e uno legato all’architetto Liga. I beni hanno un valore di un milione e 300mila euro.
Due lettere incastrano il boss Martello. Sigilli a un immobile di via Aurispa.
Mario Martello.
Il capomafia di San Giuseppe Jato era il vero proprietario dell’edificio che ospita un negozio di ottica. La Dia ha ricostruito che l’immobile è stato acquistato con i proventi dell’attività mafiosa.
Due lettere incastrano il boss Martello. Sigilli a un immobile di via Aurispa.
Mario Martello.
Il capomafia di San Giuseppe Jato era il vero proprietario dell’edificio che ospita un negozio di ottica. La Dia ha ricostruito che l’immobile è stato acquistato con i proventi dell’attività mafiosa.
“Non denunciarono il racket”, a giudizio tre imprenditori.
Tre rinvii a giudizio ed un proscioglimento nei confronti di imprenditori accusati di falsa testimonianza. Avrebbe negato di essere vittime del pizzo.
Mafia e spaccio di droga. In 48 comparsi dal gup.
Operazione "Gramigna".
Udienza preliminare a carico di boss emergenti e fiancheggiatori dei clan di Giostra e Camaro, accusati di aver messo in piedi un’organizzazione dedita alla o spaccio di stupefacenti. L’inchiesta è nata dall’operazione “Gramigna” del 22 Luglio del 2011.
Vicino ai boss ma i soldi erano suoi. Annullata la confisca di Telesud.
Antonino Vallone.
La Corte Suprrma ha restituito i beni all’imprednitore Antonino Vallone, condannato per aver favorito i Graviano. I rapporti tra l’imprenditore e quest’ultimi non sono mai stati negati, ma non c’è prova che le attività fossero state finanziate dalla mafia.
Giuffrè e la nuova indagine su via D’Amelio. “Vito Ciancimino mediatore boss-Stato”.
Giuffrè, Ciancimino.
Il pentito è stato sentito dal gip di Caltanissetta durante l’incidente prpbatorio contro gli esecutori della strage. Secondo Giuffrè, Ciancimino doveva “saggiare” la disponibilità dello Stato a scendere a patti con la mafia.
