Con Lirio Abbate, inviato dell’Espresso, si dovrebbe e potrebbe cominciare dall’inizio. Da una mattina di sette anni fa, quando le minacce dei Corleonesi lo consegnano a una vita diversa. A un’altra città. E invece, bisogna afferrare la coda di quanto gli è accaduto nelle ultime quarantotto ore. Lo speronamento nella notte dell’auto su cui viaggiava […]
Dossier: Rassegna Stampa
Stragi e rivelazioni.
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Diversi detenuti, si parla di una decina, avrebbero chiesto di parlare spontaneamente e autonomamente con i magistrati nisseni che si occupano delle indagini sulle stragi del 1992. Lo hanno fatto inviando lettere alla Procura nissena.Ma su uno di loro, e la richiesta di rendere dichiarazioni ai pubblici ministeri nisseni è arrivata tramite il suo avvocato, […]
“Così decidemmo di uccidere Di Matteo”.
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Un mafioso di rango, da qualche mese detenuto, ha svelato il progetto di attentato nei confronti del sostituto procuratore Nino Di Matteo. È lui il con-fidente d’eccezione che nei giorni scorsi ha fatto scattare l’ultima allerta nell’antimafia, rivelata ieri da Repubblica.
Distributori automatici tra racket e controlli fantasma un business da 36 milioni.
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Sono ovunque: uffici, scuole, ospedali, stazioni, aeroporti, impianti sportivi. È il business dei distributori automatici di snack e bevande. Un affare che in Sicilia vale 36 milioni di euro all’anno. .«Attorno a questa attività c’è un vero racket», afferma il presidente della commissione Nello Musumeci. Un giro d’affari fiutato anche dai big di Cosa nostra.
“Il tritolo per Di Matteo è già a Palermo”.
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L’allerta è tornata altissima attorno al pubblico ministero Nino Di Matteo, il magistrato del pool “trattativa” che il capo di Cosa nostra Totò Riina vuole morto. Una fonte ritenuta dagli inquirenti «molto attendibile» ha svelato che da mesi le famiglie mafiose palermitane stanno raccogliendo esplosivo per un attentato a Di Matteo.
Caso Saviano boss assolti condannato un avvocato.
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Condannato l’avvocato che lesse in aula la lettera dei boss, giudicata una grave forma di intimidazione nei confronti di chi indaga sulla camorra e di chi ne racconta su libri e giornali le imprese criminali. Assolti invece i boss in nome dei quali furono pronunciate quelle frasi intimidatorie. E questo l’esito del processo sulle minacce […]
Redditi di 10 euro al mese, eppure finanziava i narcos.
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Seicentomila euro in contanti. E’ questo il valore del patrimonio confiscato dai finanzieri del comando provinciale in esecuzione di un provvedimento emesso dalla Sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Catania nei confronti del trentacinquenne ¬Salvatore Laudani. Quest’ultimo viene indicato quale soggetto appartenente al clan mafioso dei “Pillera-Puntina”.
Cosa nostra torna a investire nel mattone boom di sequestri per ville e appartamenti.
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Cosa nostra è tornata ala mattone per fare buoni investimenti. Troppo rischioso avventurarsi in società piccole e grandi — per la crisi economica e soprattutto per la pressione delle indagini — meglio acquistare immobili di buona qualità. Così aveva fatto il boss della Noce Tommaso Tognetti, che aveva investito il suo gruzzolo di estorsore in […]
L’odio dei casalesi per lo scrittore: “Quello ci ha reso troppo famosi”.
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con la pubblicazione di Gomorra di Roberto Saviano, il romanzo di sangue di questa organizzazione malavitosa capace di soffocare un’intera regione sarebbe finito alla ribalta dell’opinione pubblica nazionale e internazionale. «Saviano ci ha portato in America, stavamo tutti i giorni sui giornali. Cose che non sono mai successe in tutta la storia della camorra casertana», […]
L’imprenditore al servizio del boss.
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Due imprese, due quote societarie e ventisei immobili: un patrimonio dal valore complessivo di quasi dieci milioni di euro. E’ ciò che i carabinieri del Ros e quelli del comando provinciale hanno confiscato, su richiesta della Sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Catania, a Francesco “Franco” Pesce, 62 anni, imprenditore di Motta Sant’Anastasia ma […]
