I tre avrebbero cercato di farsi consegnare mill eeuro da un imprenditore edile. La vittima, però, non si è piegata e li ha denunciati.
località: Palermo
“Legati a Lo PIccolo”, per 11 rischio-processo.
La Procura chiude le indagini su un presunto armiere dei boss e sull’ex responsabile delle giovanili del Palermo. Riunite due inchieste su scommesse e riciclaggio.
Gli estorcono denaro, lui li denuncia blitz in pieno centro con tre arrestati.
La vittima, un imprenditore edile, non si è fatta intimidire ed ha denunciato tutto alle forze dell’ordine. In manette tre persone.
Soldi riciclati in Romani, imnterrogati Lapis e Ciancimino.
Il tributarista e il figlio dell’ex sindaco sono stati sentiti su indicazione del Gip che ha ordinato nuove indagini sul riciclaggio di denaro operato in Romania da Massimo Ciancimino e da un gruppo di suoi amici.
Nel terreno 3.500 piante di marijuana. Tre arresti a Campofelice di Fitala.
Tre persone sono state arrestate con l’accusa di coltivazione di marijuana. L’appezzamento notato durante un pattugliamento aereo. Per gli inquirenti la droga avrebbe un valore di 2 milioni di euro.
Blitz sulla Messina-Palermo in macchina 50 chili di “erba”.
In acrecere è finito Paolo Ales, 39 anni, un insospettabile, che trasportva 50 chili di di marijuana. Anche in questa occasione, ed è l’ottava volta in due anni,la segnalazione di un anonimo dall’accento napolitano.
Boss catturato in Venezuela.
Salvatore Bonomolo.
Il boss è stato catturato in un centro commerciale. Decisive le microspie e poi l’individuazione delle cabine telefoniche usate dai familiari. Per riaverlo in Italia passerano tra i 30 e i 60 giorni.
“Costruito con i soldi dei Graviano”. Sigilli a un palazzo del Borgo Vecchio.
Francesco De Marco.
Il proprietario è un ex parcheggiatore diventato titolare di un’impresa edile. Sette milioni il valore dei beni. Secondo l’accusa, non si tratta di un “self made man”, ma del riciclatore di turno del clan Graviano.
Carini, mezzo chilo di cocaina in auto. I carabinieri arrestano un corriere.
Il giovane arrestato, Pietro Di Raimondo, era solo il corriere di un’organizzazione ben più vasta. Il valore del carico stimato in centomila euro.
La sentenza su De Mauro. “Ucciso per lo scoop su Mattei”.
Processo,omicidio,Mauro De Mauro
Le motivazioni della Corte d’assise sul caso del cronista scomparso e ucciso: violò il segreto sulla morte del patron dell’Eni, mettendo a rischio l’impunità di tanti potenti “La causa scatenante della decisione di procedere senza indugio al sequestro e all’uccisione di Mauro De Mauro fu costituita dal pericolo incombente che egli stesse per divulgare quanto […]
