Li conoscono bene, quei ragazzi. Hanno parlato con loro, li hanno interrogati e giudicati. C’è quello che prova a fare il duro, l’altro che si mostra pentito e chi invece scrolla le spalle. Ma quando un giovane non ancora diciottenne arriva davanti al magistrato dopo aver commesso un reato, lo Stato ha già perso la […]
testata giornalistica: LA REPUBBLICA
“Uno spot pensato per sfogare la rabbia. Ma il vero problema sono gli adulti”
«Il problema dei ragazzi che conosco è che non hanno di fronte adulti responsabili. Ma i grandi con cui hanno a che fare, vogliono solo liberarsene. Compresi questi nostri governanti. Bastava una sola misura in quel decreto: in ogni scuola troviamo insegnanti che hanno la voglia e la capacità di entrare in relazione con i […]
“Educare, non punire. A furia di Daspo li facciamo diventare imputati per forza”
«Punire ragazzi troppo giovani è follia pura: per quanto possano aver commesso atti violenti la loro coscienza forse non è nemmeno nata. È come voler penalizzare una situazione senza volerla davvero risolvere». Don Claudio Burgio è cappellano del carcere minorile Beccaria di Milano e fondatore della comunità Kayros, che accoglie minori provenienti dal carcere e […]
Stragi, un’altra storia Cosa nostra trent’anni fa aveva come bersaglio l’antimafia e non lo Stato
C’è un aspetto degli attentati di Capaci e via D’Amelio, tremendi, che sfugge all’attenzione di molti. Riguarda il significato più proprio delle due stragi. Il fatto che non erano, in nessun modo, contro lo Stato ma contro l’antimafia degli anni ’80 rappresentata dai giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e dalle altre vittime assassinate per […]
Messina Denaro il duello con i pm. “Sapevo dov’erano le vostre telecamere”
Ripete più volte: « Non mi pentirò mai » . Ma i pm di Palermo continuano a riempirlo di domande. Per farlo cadere in contraddizione, per cogliere le sfumature delle sue parole, piene di sfide. Perché la verità sta nelle cose che non dice. Quando i magistrati gli chiedono di altri covi nascosti, lui risponde […]
La beffa del boss. “Criminale onesto non un mafioso. Mai fatto stragi”
«Io non faccio parte di niente, io sono me stesso — esordisce — Mi definisco un criminale onesto». Nel suo primo interrogatorio, Matteo Messina Denaro parla da capomafia ancora in carica. «Io non sono uomo d’onore — mette a verbale — mi ci sento». Nega e rilancia. «Io non sono un santo — è l’unica […]
Dossieraggio contro politici e manager l’inchiesta che scuote l’Antimafia
Una potenziale centrale di dossieraggio abusivo, all’interno della Direzione nazionale antimafia. Che ha scavato, negli ultimi anni, nei conti correnti e nelle transazioni finanziarie di centinaia di personaggi noti, tra politici di primo piano, giornalisti e capitani d’industria. È questa la pista su cui, da mesi, sta lavorando la procura di Perugia con un’indagine delicatissima […]
Bardellino, il boss che visse due volte. “Non fu ucciso, scappò all’estero”
Santo Domingo, le 19.19 del 2 novembre 2014. Un italiano che vive da anni nella località caraibica parla al telefono con lo zio che chiama dal Basso Lazio. Sono intercettati e, proprio alla fine della conversazione, gli investigatori in ascolto saltano dalla sedia: «Saluta papà », dice lo zio al nipote. Eppure il padre del […]
Quando Chinnici capì che la droga arricchiva i boss
Sono trascorsi quattro decenni dalla strage di via Pipitone Federico, dove persero la vita il consigliere istruttore Rocco Chinnici, il maresciallo Mario Trapassi, l’appuntato scelto Salvatore Bartolotta, il portiere dello stabile Stefano Li Sacchi, mentre l’autista di Chinnici, Giovanni Paparcuri, sopravvisse per miracolo, ma portandone tuttora i segni. “Palermo come Beirut” titolarono i giornali nell’ […]
Quando la Chiesa sfidò Cosa nostra e la mafia rispose con le bombe
Nella notte tra il 27 e 28 luglio 1993, Cosa nostra faceva esplodere tre autobomba: una in via Palestro a Milano e due a Roma, davanti alle chiese di San Giovanni in Laterano e di San Giorgio al Velabro. Con quegli attentati, come già con quello agli Uffizi di due mesi prima, la mafia corleonese […]
